Almeno un bambino o un giovane su 7 - ovvero 332 milioni nel mondo - ha vissuto per almeno 9 mesi, da quando ha avuto inizio la pandemia da COVID-19, sotto misure nazionali che prevedevano l'obbligo o la raccomandazione di permanenza a casa, mettendo a rischio la salute mentale e il loro benessere. Lo rivela uno studio dell'Unicef che ha utilizzati i dati della Oxford COVID-19 Government Response Tracker. Con l'inizio del secondo anno di pandemia, l'impatto sulla salute mentale e il benessere psicosociale di bambini e giovani è stato molto forte e molti giovani hanno manifestato ansia e depressione.
Succede nel mondo e, naturalmente, capita anche a Settimo come racconta uno dei pediatri più noti della città, Pino Palena.“In questi giorni - racconta il medico - abbiamo scritto al Presidente della Regione, Alberto Cirio: serve un protocollo di assistenza psichiatrico per i ragazzi. La fascia prepubertà tra 12 e 14 anni è quella che sta manifestando più difficoltà. Ci sono problemi che osservo molto frequentemente in questo periodo: ragazzini che, all’improvviso, hanno crisi d’ansia, attacchi di panico, paura di ammalarsi. I bambini, dopo mesi a casa, hanno paura di tornare a scuola perché temono di contrarre il Covid. Si chiama psicopatofobia, una malattia che, di solito, è tipica delle persone adulte, delle persone nevrotiche e invece ora sta colpendo anche i più piccoli”.
Tutta colpa del lockdown e della socialità ridotta al minimo. “I ragazzini - continua Palena - da un anno praticamente non hanno più una vita normale, non c’è più la socialità. Questo, ormai, lo dicono tutti, è un problema grave. In Francia, per esempio, la scuola non è mai stata chiusa anche se c’era un’ondata di casi importante. In una situazione simile, andare a scuola diventa un modo per fare terapia psicologica. Stando in famiglia, invece, in un momento dove è tutto depresso e si parla solo di Covid e malati la vita diventa complicata per i bambini. A casa, ormai, ogni volta che accendi la tv senti parlare sempre e solo di quello, della pandemia, c’è un’informazione che non fa che parlare di quello, forse anche troppo”.
Per qualcuno è stato necessario l’intervento dello psicologo. "Qui è un anno che le cose vanno avanti così, - prosegue Palena - la problematica psichica e psichiatrica tra i bambini è verissima e pensare di dare farmaci ai ragazzini è complicato”. Il medico, poi, delinea anche qual è la situazione dei contagi per i più piccoli tra i suoi pazienti. "È molto difficile che un bambino piccolo possa prendere il virus, - conclude - quando capita è perché contrae il virus da un nonno, un papà. Si contagiano un po’ di più i bambini tra 12 e 14 anni. Da metà febbraio ho avuto una quantità di bambini che sono stati infettati ma non ce n'è uno che va in ospedale, al massimo hanno un po’ di raffreddore e tosse, nulla di ché. Io, adesso, spero in un’accelerazione sulle vaccinazioni, è fondamentale tornare alla vita normale il prima possibile”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.