Massimo Fresc (cinquestelle) in consiglio comunale
C’è stato un tempo in cui chi faceva amministrazione della cosa pubblica conosceva perfettamente il ruolo di un assessore, di un sindaco e di un consigliere comunale. C’era una scuola di politica e tanta passione maturata nella sede di un partito. Di sicuro non è più così oggi, a Ivrea.
Anche l’altra sera con il collegamento streaming dell’ultima assise, se uno non se ne fa una ragione, ci sarebbe stato da mettersi a piangere. Mozioni trasformate in interpellanze, interpellanze scritte dall’assessore per fare i complimenti a sè medesima, assessori che leggono pedestremente le relazioni dei dipendenti comunali finanche ad inchinarsi al loro indirizzo politico, infine, ordini del giorno demagogici e la completa assenza di un dibattito. Inutile chiedersi se per mancanza di favella (e sarebbe il minimo) o di un pensiero che sia uno, il che rappresenterebbe tutta la disgrazia in cui è precipitata la classe politica italiana. A tutto c’è un limite ed è stato ampiamente superato maè chiaro che non è colpa loro. Cosa ci si può aspettare da chi arriva dal nulla o, se si preferisce, da quella“società civile” di cui ci si riempie troppo spesso la bocca. Chi non sa che cosa significa fare politica non ama essere preso di mira. Odia la critica. Non comprende il dibattito fine a sè stesso. Per assurdo neanche la necessità di riunirsi per parlare e per scontrarsi, per l’appunto con mozioni e interpellanze. La reazione di uno che non sa è logica. Vede una mozione scritta un po’ cosìe subito la percepisce come un attacco personale che merita una risposta in cagnesco, magari un po’ influenzato dai dibattiti di Floris e Berlinguer. Si aggiungono quelli che non hanno mai - e diciamo mai - aperto la bocca, come Enrico Marchiori.
E’ possibile -ma sarebbe incredibile - che non ne abbia mai sentito l’esigenza, in tutti i casi, la cosa sarebbe alquanto preoccupante.
Probabilmente anche un po’ per questo, dopo quasi otto inutili ore passate a farsi bocciare tutto quel che c’era da bocciare, il grillino Massimo Fresc non ce l’ha più fatta
“Ve lo dico chiaro e tondo - ha esordito -Fino ad oggi abbiamo tenuto una linea collaborativapensando che potesse essere questo il modo migliore per incidere. Mi sono reso conto, anche parlandone con il mio gruppo, che questa linea, per come si è evoluto il dibattito questa sera, va messafortemente in discussione.E’ necessario rivedere il nostro modo di stare in consiglio comunale. E’ il caso di cominciarea fare opposizione anziché minoranza...”.
Gli ha fatto eco il capogruppo del Pd Maurizio perinetti.“A dire il vero - ha stigmatizzato - noi lo avevamo capito dopo 4 o 5 mesi. Avevamo capito che questa maggioranza non avrebbe mai collaborato. L’andamento di questa sera lo ha dimostrato.Potevano fare degli emendamenti han preferito bocciare tutto in un caso facendo decidere la linea politica ad un funzionario per stessa ammissione del sindaco e questa è una cosa molto grave....Anche noi da qui in poi saremo sempre più distanti...”.
Chiaro, per il consigliere comunale Francesco Comotto che non esiste alcuna volontà di collaborare, solo di abbattere e di “cassare”.
Il finale?
E’ tutto del sindaco Stefano Sertoli.“Ringrazio Fresc per la consuete trasparenza e chiarezza ma io non ho visto questo atteggiamento di chiusura. E’ evidente che se abbiamo un parere contrario del nostro ufficio tecnico non potete aspettarvi un voto a favore. Se nelle premesse delle mozioni si sostiene che siamo insensibili e non abbiamo fatto nulla, non potete poi pretendere che noi le votiamo... Non mi spavento che ci diciate che farete opposizione ...”.
Contento lui....
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