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IVREA. L’emergenza “aiuta” il sindaco a fare quel che gli riesce meglio: il volontario

IVREA. L’emergenza “aiuta” il sindaco a fare quel che gli riesce meglio: il volontario

Sertoli Stefano, sindaco di Ivrea

Se fare il sindaco è volontariato che cos’è il volontariato?  Il tempo del consigliere comunale (carica non retribuita), fatto di ore e ore davanti ad un pc a scrivere mozioni, interpellanze e ordini del giorno, può considerarsi un tempo regalato alla comunità oppure no?   I cittadini che cosa vogliono? Un sindaco che fa il sindaco o un sindaco che tiene compagnia alle vecchine sedute in fila ad aspettare il turno del vaccino? Sembreranno domande inutili, ma ce le siamo fatte tutte, una dietro l’altra, durante il consiglio comunale andato “in onda” lo scorso mercoledì, colpevole un intervento del primo cittadino in risposta ad una mozione (bocciata senza passare dal via) del consigliere comunale Francesco Comotto. Non si  chiedeva la luna, solo un po’ più di impegno  per informare i cittadini sulle regole del Covid, sui divieti, sulle ordinanze, sulle cose da fare e da non fare, sugli aiuti, sui contributi, su tutto e quindi anche su un numero di telefono a disposizione dei cittadini a cui è inutile telefonare perchè non risponderà nessuno.... “Non ci sono punti di riferimento e non si vede la luce in fondo al tunnel - ha reclamato Comotto - Non si fa attività e l’informazione sul sito del Comune scarseggia. Auspico l’istituzione di un Ufficio per gestire l’emergenza dotato del personale necessario...”. La risposta?  Da far cadere le braccia. Della serie: tutta fuffa! La pensa così soprattutto Stefano Sertoli che sul Covid ha le idee chiare tanto da dedicare molto del suo tempo a far compagnia agli anziani nei centri vaccinali. Ne è talmente convinto da aver invitato maggioranza e opposizione a fare come lui... “Non lo faccio per apparire e non si trovano mie foto sui giornali - ha esternato  - Se sentite gli anziani ci ringraziano e non perchè siamo bravi, solo per il conforto. E poi non è facile comunicare. Per esempio questa sera alle 19,41 il mio collega di Borgofranco Fausto Francisca ha saputo dall’Asl che domani deve tenere aperto il centro vaccini. Secondo voi la può comunicare sul sito internet una cosa del genere. Non c’è il tempo per farlo....”. La verità è che c’è un problema di organico ed è anche per questo che il servizio telefonico messo in piedi lo scorso anno non è più funzionante “Era stato attivato per i buoni mensa - ha spiegato Sertoli - Non poteva essere un servizio costante… Garantisco che ce la stiamo mettendo tutta ma la difficoltà organizzativa non è banale. Per esempio ieri abbiamo saputo che il Centro allestito a Ivrea sarebbe stato chiuso causa interruzione della catena del freddo. Hanno spostato tutto a Caluso ma serviva il materiale che era a Ivrea. Non avevano le chiavi e mi hanno chiamato...”. Allineata e coperta la leghista Anna Bono ( “Non ho capito che informazioni volete dare ai cittadini. Non è semplice dare dei dati”) e pure Monica Girelli (“Non c’è un atteggiamento pregiudiziale. Ci dite che volete collaborare ma in tutte le mozioni siete polemici.”). Le reazioni non si sono fatte attendere. “Va bene il volontariato -  è intervenuto il grillino Massimo Fresc anticipando la sua non partecipazione al voto per protesta - ma il compito della giunta è trovare soluzione che vanno oltre al volontariato ...”.  Dispiaciuto per la brutta piega del dibattito anche il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. “Signor sindaco nessuno nega quel che lei fa -  si è inserito a gamba tesa -  La ringraziamo. Il problema è che quel che si fa non è comunicato bene.  C’è gente che non sa dove si fanno i tamponi. Il volontariato lo facciamo  anche noi e non lo rinfacciamo. Probabilmente sarebbe più utile organizzare un volontariato che faccia quel lavoro lì lasciando agli amministratori il compito di amministrare e questo no che non si può delegare al volontariato...” Un ufficio Covid poi, secondo Perinetti servirebbe per capire come investire i fondi a disposizione e quelli che ci saranno per l’inclusione sociale, la transizione ecologica e la digitalizzazione.  “Il Comune dovrebbe pensare alle scuole fornendo  microfoni e videocamere - ha inforcato - al sostegno psicologico, alle piattaforme per il commercio, alla riduzione dell’imu, alle politiche degli affitti.  E’ su questo che gli amministratori  dovrebbero passare il proprio tempo. A ognuno il suo mestiere....” Gran finale del sindaco che ringrazia le Opposizioni per la lezione precisando che “quando fa volontariato lo fa di sabato e di domenica...”, conciò dimostrando una volte per tutte di non aver capito che l’attività di sindaco non è un lavoro da impiegato ma è a tempo pieno, 24 ore su 24, sette giorni su sette, 12 mesi all’anno, compresi i sabato e le domeniche. E ritorniamo alla domanda iniziale. Un sindaco che ci costa circa 3 mila euro lordi al mese (si era aumentato lo stipendio due giorni dopo la vittoria dello scranno) è più utile che amministri, che pensi, che studi, che si informi, che organizzi, che stia attaccato al telefono o, infine che se ne stia uin un centro vaccinale a fare compagnia alle vecchine? Poi magari un giorno si scopre che è più furbo di quanto non faccia intendere che sia ed è già in piena campagna elettorale, con il vantaggio che l’emergenza gli consente di fare quel che gli riesce meglio: il volontario, il fattorino, l’assistente e via discorrendo. Come scrive Beppe Severgnini in un suo libro «L’Italia è meravigliosa!»: “Dateci un’emergenza e siamo fenomenali. È con l’ordinaria amministrazione che abbiamo qualche problema ....”. Liborio La Mattina
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