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IVREA. Su Zac! e Movimento, Trenitalia porta a spasso tutta la giunta come la "Bela Maria"

IVREA. Su Zac! e Movimento, Trenitalia porta a spasso tutta la giunta come la "Bela Maria"
Continua la telenovela dello Zac! e del Movicentro e, proprio come nelle telenovelas, anche nell’ultima puntata la storia è rimasta ferma dove l’avevamo lasciata l’ultima volta. Trenitalia non ha trasferito al Comune il diritto di superficie del terreno su cui è stato costruito l’immobile e, quindi, il Comune non ha -  e non ha mai avuto -  alcun titolo per concedere quest’ultimo allo Zac! o a chicchésia... Se n’è parlato con molta foga, persin troppa, mercoledì sera in consiglio comunale, riunitosi, ormai come di consueto, on line.  All’ordine del giorno, tanto per cominciare, una roba mai vista prima, un’interpellanza della maggioranza al vicesindaco Elisabetta Piccoli per fare dire a Piccoli quel che la maggioranza vuole sentire dire e cioè, per l’ennesima volta, come un disco rotto, le solite “castronerie” sul “caos” lasciato dai predecessori. Un modo come un altro per buttarla in “caciara”. Sono seguite due mozioni, una delle Opposizioni e l’altra della maggioranza. Con la prima (bocciata!) si chiedeva di aggiungere alle possibili destinazioni d’uso della vecchia stazione FS anche i “centri estetici” non foss’altro che figuravano nell’accordo di programma ma ci si era dimenticati di inserirli nelle possibilità previste dal prgc.  Con la seconda, approvata all’unanimità, ci si è impegnati a far eseguire una perizia sul valore del Movicentro (costruirlo era costato al Comune e alla Regione la bellezza di 6,5 milioni di euro) che servirà, si spera, solo per andare dal  notaio e bilanciare questo valore con il valore dell’uso del terreno per 30 anni.  Fosse così, al massimo, ci dovrebbero essere da pagare i costi della transazione e qualche spesa per le successive “annotazioni” nei registri. Usiamo il condizionale perchè in realtà nessuno ha mai letto, nè pare sia stato sottoscritto, un accordo tra Comune e Trenitalia su come risolvere questa matassa. Quel che si sa è il racconto di Piccoli sempre più ingarbugliato e a tratti balbuziente. Di scritto, nero su bianco, però c’è un parere dell’avvocato Dal Piaz, sbagliato (ahìnoi) già nelle premesse. Nel senso che si asserisce l’inesistenza di una modifica al piano regolatore che  invece c’è ed è grazie a questa modifica che è stato costruito il Movicentro. Altra lamentela sulla pubblicazione da parte di questo giornale (anche se non lo si è citato) di uno stralcio del parere legale. Insomma peggio che all’asilo. L’impressione che se ne ricava è che su questa partita l’Amministrazione si stia facendo portare a spasso, come la “Bela Maria”, un po’ da tutti, a cominciare dai tecnici comunali, intervenuti durante l’assise per “bocciare” la mozione delle Opposizioni e promuovere quella della maggioranza. Quindi Trenitalia che, a ben vedere, è da considerarsi la principale colpevole del disastro.  “Perchè negate l’esistenza delle varianti. In commissione abbiamo appurato che ne sono state fatte due sennò non si sarebbe potuto costruire il Movicentro... Poi è vero che per il vecchio fabbricato si sarebbero dovute dare una serie di possibili destinazioni d’uso e ne manca qualcuna. E allora inseriamola...” s’è lamentato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti.  Sempre a lui ricordare che l’operazione dei Movicentro è stata una necessità delle Ferrovie che non ce la facevano più a sostenerne i costi. “Quelle grandi sono diventate centri commerciali. Quelle piccole sono state chiuse. Quelle intermedie sono state riqualificate e date in gestione ai Comuni a titolo gratuito...”. Ma quel che lo preoccupa di più è proprio la perizia con l’attribuzione di un valore al Movicentro. “Non vorrei che poi non si riesca ad andare più nè avanti, nè indietro - ha concluso Perinetti - Vi ricordo che Trenitalia il diritto di superficie  ce lo devono cedere gratuitamente. Noi abbiamo investito ben 6,5 milioni. E in tutti questi anni abbiamo garantito luce e riscaldamento ...”  Dello stesso avviso il consigliere Francesco Comotto. “Sia la perizia sia la modifica delle destinazioni d’uso - s’è lamentato guardandto diritto in video gli assessori Elisabetta Piccoli e Michele Cafarelli - sono due  operazioni che si potevano fare mesi e mesi fa se non vi foste  arroccati in posizioni in larga parte incomprensibili... Appurato che le varianti sono state fatte e manca solo una destinazione d’uso (quella dei parrucchieri) facciamola)”. E secondo Comotto quel che ne viene fuori è “l’atteggiamento di subalternità” di un’Amministrazione che si sente in colpa. “Alla fine della fiera - ha osservato -  Ivrea bene o male quel che doveva far lo ha fatto. Chi è inadempiente è RFI. Il suo impegno era di cedere quegli spazi.  Erano talmente convinti che l’immobile non fosse loro che non ci hanno mai pagato l’Imu, nè si sono preoccupati delle manutenzioni...” 
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