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VENARIA. “No” all’anagrafe antifascista, scoppia la lite tra sindaci

VENARIA. “No” all’anagrafe antifascista, scoppia la lite tra sindaci

Fabio Giulivi sindaco di Venaria e Maurizio Verona sindaco di Stazzema

E’ polemica, in Consiglio comunale e non solo, per la bocciatura, da parte della maggioranza, della mozione presentata dai consiglieri Brescia, Catania, Schillaci, Mistroni, Trudu e Barcellona sull’invito ad aderire, come Città di Venaria, all’Anagrafe Antifascista e alla Carta di Sant’Anna di Stazzema - Parco Nazionale della Pace.

Ma cos’è l’anagrafe antifascista? E’ una comunità virtuale di valori, aperta a tutti coloro che si riconoscono in una serie di principi enunciati sulla “Carta di Stazzema”. Nel sito internet creato per questo anagrafe si leggono le seguenti motivazioni: “Perché una Anagrafe antifascista? Perché sta succedendo qualcosa di preoccupante. Si riaffacciano simboli, parole, atteggiamenti, gesti ed ideologie che dovrebbero appartenere al passato. Non solo. Si fanno largo sentimenti generalizzati di sfiducia, insofferenza, rabbia, che si traducono in atteggiamenti e azioni di intolleranza, discriminazione, violenza verbale. In rete e sui social media, sulle testate giornalistiche, nelle dichiarazioni politiche come nei bar e nelle strade. Principi che credevamo forti e stabili e che ci sembrano in pericolo. Sottoscrivere la Carta ed aderire all’Anagrafe significa prendersi un impegno per la democrazia e a sostegno dei valori della nostra costituzione”.

Il sindaco Fabio Giulivi, però, dopo un lungo dibattito, ha deciso di bocciare la proposta: “Pur condividendo in toto l’impianto della Carta e ribadendo come abbia giurato sulla Costituzione come qualsiasi rappresentante delle Istituzioni, questo sito è pieno di errori, ci sono pochissimi Comuni che dal 2018 a oggi hanno aderito: 54 sui 7903 totali. E dei 54, alcuni sono pure ripetuti, che fa scendere il computo ad un numero inferiore a 50. Io mi rapporto con il Prefetto, il quale non ha fornito pareri in merito. E poi la Costituzione parla chiaro: l’Italia è antifascista”, ha spiegato così il “no” alla proposta.

Durante il dibattito, non sono mancate alcune esternazioni da parte di consiglieri comunali. Come Giuseppe Arlotta (Venaria Riparte) che ha ricordato come “si tratta di un qualcosa di virtuale, di non concreto. E allora iscriviamo Venaria a Paperopoli, che è virtuale allo stesso modo” e, ancora, come “il fascismo siano questioni di 100 anni fa. Abbiamo ancora paura del ritorno del fascismo? Io sono antifascista ma non ho bisogno di un’anagrafe per dirlo”.

Critica Rossana Schillaci (Pd): “Mai mi era capitato di assistere ad una discussione su questo tema di così basso livello”. E cita Pertini: “Col mio avversario politico posso avere un dialogo o uno scontro ma sarà sempre un momento di crescita per entrambi, ma col fascista non può esserci dialogo perchè il fascismo è l’annullamento dei diritti degli altri”.

Ancora più duro Alessandro Brescia (Uniti per Cambiare): “Le motivazioni addotte dal sindaco tra l’incredibile e l’imbarazzante. Evidentemente “ostacoli insormontabili” di fronte all’opportunità di ribadire il proprio antifascismo, non solo a parole ma con atti pubblici che per un politico contano più delle parole”. Per Roberto Barcellona (M5S): “Si sono sentite troppe affermazioni assurde, incredibili. Siamo senza speranza”.

Il sindaco di Stazzema: “Giulivi, vieni in pellegrinaggio qui...”

La decisione di Giulivi & c. ha scatenato anche la reazione del sindaco di Stazzema.

Maurizio Verona, dopo quanto accaduto in consiglio comunale a Venaria pochi giorni fa, ha così stigmatizzato: “Fa riflettere la posizione di Venaria Reale riguardo la volontà di non aderire all’Anagrafe Antifascista. Ogni Amministrazione e Consiglio Comunale sono sovrane, nell’esercizio delle proprie funzioni, ma allo stesso tempo si assumono le responsabilità del messaggio, politico, che trasmettono”, precisa Verona che ricorda come sostenere “che l’Anagrafe Antifascista sia come Paperopoli” ci consegnano un linguaggio volgare ed irrispettoso del quale ormai ci sono ampie e continue riprove, ma al quale non ci abitueremo mai. Non saremo mai passivi ed inermi di fronte a queste scellerate affermazioni, sdoganate da politici nazionali, che contrasteremo sempre. Non sono sorpreso da questo atteggiamento: il negazionismo è un problema e i negazionisti nelle istituzioni sono un problema più grande. D’altronde il leader della Lega, Salvini, paragonò con disprezzo l’Anagrafe Antifascista a quella canina. Nel 2021 ci sono ancora problemi a dichiararsi apertamente e convintamente antifascisti? L’antifascismo è un valore positivo: chi è antifascista è per i diritti, per la libertà, per la Costituzione. Proprio dalla spinta dell’Anagrafe abbiamo avviato l’iter per la Legge Antifascista: è una proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista. Chiunque può firmare: servono 50mila firme da raccogliere entro il 31 marzo 2021. Intendiamo introdurre nell’ordinamento norme con pene certe per chi diffonde messaggi di stampo fascista e nazista, anche sui social, e per chi vende gadget inneggianti al fascismo”.

E poi lancia l’invito: “Fabio Giulivi e la sua giunta vengano a Sant’Anna di Stazzema, quando sarà possibile, per toccare con mano i crimini contro l’umanità compiuti dai nazisti e dai fascisti. Prima, però, invierò al sindaco un libro con i volti e le testimonianze dei superstiti della strage di Sant’Anna di Stazzema perché conosca di quali crimini contro l’umanità si sono resi responsabili i fascisti. Caro Sindaco, se hai giurato sulla Costituzione leggi il libro e poi vieni in pellegrinaggio a Sant’Anna di Stazzema”.

Anche l’Anpi di Venaria  critica con il Sindaco  e il Consiglio venariese

L’Anpi di Venaria ha criticato quanto successo in consiglio comunale: “Con profonda amarezza abbiamo appreso come l’Amministrazione Comunale abbia deciso di non aderire all’Anagrafe Antifascista, indetta dal Comune di Sant’Anna di Stazzema. Ci lasciano perplessi le motivazioni comunicate. Questa rinuncia è un grande segno di mancanza di memoria ed è irrispettoso per ciò che Venaria rappresenta con la sua Medaglia di Bronzo al Valor Civile. Un’Amministrazione che non ha la capacità di approfondire il proprio percorso di memoria, venendo meno alla sua Storia antifascista, ci lascia sconcertati e preoccupati”.

Giulivi telefona al sindaco di Stazzema: “Ho capito il livello della nostra opposizione...”

Sabato mattina, il sindaco Giulivi ha deciso di cercare e parlare con il sindaco di Sant’Anna di Stazzema, Maurizio Veronae ho capito come il livello politico di una parte della nostra opposizione comunale sia francamente imbarazzante”, attacca senza troppi giri di parole.

L’ho invitato a rivedere la seduta del Consiglio comunale di lunedì scorso, nella quale si è trattato il punto dell’Anagrafe Virtuale Antifascista. Gli ho ribadito che in quel Consiglio abbiamo condiviso i valori della Carta di Stazzema, leggendone i passaggi, tranne appunto l’inserimento in questa piattaforma che non ci pare abbia alcuna valenza istituzionale. Abbiamo ribadito l’importanza della Carta costituzionale nella quale tutti ci riconosciamo. Senza sé e senza ma. Questa è, però, l’Amministrazione che non compie i gesti virtuali ma reali. Questa è l’Amministrazione che porta sul territorio simboli della memoria tangibili. Abbiamo approvato la posa delle pietre d’inciampo, abbiamo piantato l’ulivo della Memoria in una scuola con una targa a ricordo dell’evento. Abbiamo appena ricostituito il Comitato della Memoria. Questa Amministrazione celebra al meglio tutte le ricorrenze istituzionali della nostra Nazione perché i morti non hanno colore politico. Abbiamo celebrato la giornata della Memoria con una manifestazione commovente, la giornata del Ricordo per i martiri delle Foibe. E sulle Foibe mi preme precisare come non ci fosse alcun esponente dell’opposizione: un fatto non piacevole. E il 25 aprile? Voglio dirlo sin d’ora, visto che mancano ancora due mesi buoni: verrà celebrato come si deve. Mi piacerebbe, d’ora in poi, che su questi temi ci fosse un confronto costruttivo e non diviso, pensando al futuro senza dimenticare il passato. Ma soprattutto senza strumentalizzare questo passato, i suoi morti, ai fini della lotta politica”.

E Giulivi ha anche invitato Verona a Venaria per “celebrare insieme il 25 aprile. E il sindaco ha subito accettato. Ora, a seconda del livello della pandemia, capiremo come poter organizzare l’iniziativa, ma la volontà di un percorso comune è stata espressa da entrambi i sindaci. Io spero sempre che anche quella parte d’opposizione così a corto di argomenti possa trovare anche altri modi per contribuire al dibattito cittadino in maniera più seria e costruttiva.

E ora torniamo a concentrarci sui tanti problemi della nostra amata Venaria”.

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