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08 Febbraio 2021 - 11:29
In foto, Gianni Ronchetti
Anche in tempo di pandemia in Piemonte l’emergenza smog non si arresta e si cronicizza sempre di più.
È quanto emerge in sintesi dal report annuale pubblicato da Legambiente “Mal’aria di città 2021”, nel 2020 sono stati 35 i capoluoghi di provincia fuorilegge per polveri sottili PM 10 con Torino maglia nera per 98 giorni di sforamento dei limiti quotidiani (40 µg/m3 per 35 giorni all’anno secondo la legislazione europea), seguita da Venezia (88) e Padova (84). Al centro sud il primato va ad Avellino (78) e Frosinone (77).
Ma com’è lo stato di salute ambientale nella città di Settimo Torinese? “Non è dei migliori – dichiara Gianni Ronchetti presidente di Legambiente Settimo - . Le amministrazioni devono mettere in atto strategie concrete per una mobilità più sostenibile, la proposta dell’Assessore ai trasporti Alessandro Raso di introdurre il sistema Move in, in alternativa al blocco delle auto più vecchie e inquinanti, non è sufficiente e i dati sull’innalzamento dello smog lo confermano.
Noi, come Legambiente, ci siamo impegnati a presentare un manifesto di impegno ambientale nella campagna elettorale delle elezioni amministrative del 2019 presentato a tutti i candidati a sindaco e sottoscritto anche dalla sindaca Elena Piastra, nel quale proponiamo anche iniziative concrete contro l’inquinamento atmosferico, suggerendo la creazione di una rete globale ciclistica cittadina che limiti l’uso dell’auto, la sindaca si è resa disponibile a confrontarsi, ma stiamo aspettando ancora risposte. Quello che ci preme e non ritornare a i livelli di smog pre lockdown o peggio ancora a quelli degli anni precedenti.”
Stando ai dati di Legambiente, ripresi dal report dell’Agenzia ambientale Europea (Air Quality in Europe 2020) pubblicata nel novembre del 2020, durante il periodo del lockdown dell’aprile scorso, la diminuzione della concentrazione dei due inquinanti Pm10 (particolato atmosferico) e NO2 (biossido di azoto) è stata di circa il 20% con valori che oscillavano tra il 40% e 60%, Quindi un beneficio dal blocco del traffico c’è stato.
Sempre secondo il presidente Ronchetti “Questo non basta, la diminuzione del PM10 e del PM 2.5 è dovuta in larga parte al blocco forzato del traffico stradale, ma ci sono molte altre realtà che contribuiscono ad immettere polveri, basti pensare ai riscaldamenti ad uso domestico, agli allevamenti e alle industrie che riversano continuamente in atmosfera polveri e gas nocivi per la salute pubblica.”
Per Legambiente le soluzioni immediate prevedono la sostituzione degli autobus urbani con mezzi a motore elettrico, l’istituzione di servizi di Bike sharing anche elettrico e Car sharing esclusivamente elettrico, l’installazione di pannelli solari sui tetti degli edifici pubblici da utilizzare per la produzione di acqua calda con un minor utilizzo di carburanti fossili per il riscaldamento, incentivandoli anche per l’uso di abitazioni private, e infine una concreta transizione da veicoli a motorizzazione a combustibile fossile ad elettrici, studiando soluzioni, per il Car sharing, tra il comune e le aziende del settore (magari coinvolgendo anche la regione) per formulare abbonamenti per chi non può permettersi l’auto sostitutiva.
Come cittadini, abbiamo molti più strumenti per monitorare lo stato di salute delle nostre città e agire attivamente, dalle app facilmente reperibili negli store digitali o a siti specializzati che monitorano in tempo reale l’andamento giornaliero dell’inquinamento atmosferico, ma soprattutto dati e report più specifici scaricabili dal sito di ARPA Piemonte e da Legambiente, difatti attraverso l’uso di questi mezzi si è rilevato che a Settimo giovedì 14 gennaio 2021 i valori di PM 10 hanno toccato i 65 µg/m3e quelli di venerdì 22 Gennaio i 78 µg/m3, cifre che vanno ben oltre ai limiti di legge giornalieri dei 50 µg/m3,escludendo le direttive più stringenti del OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che prevede la soglia massima dei 20 µg/m3giornalieri.
Anche se i dati tendono ad essere fluttuanti e dipendano da molti fattori, compreso le correnti d’aria dalla città di Torino, il meteo e da altre cause ambientali, i valori variano continuamente e superare le soglie previste dai limiti di legge è semplice, per questo serve una consapevolezza cittadina che argini questo fenomeno prestando la dovuta attenzione.
Conclude Gianni Ronchetti “Bisogna fare fronte comune con le istituzioni del territorio, affinché vengano prese misure di salvaguardia ambientale, non solo interventi strutturali ma anche di sensibilizzazione comunitaria affinché la nostra qualità di vita aumenti rispettando l’ambiente in cui viviamo.”
Stefano Calabria
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