Il sindaco Stefano Sertoli ci spieghi - se ne è capace - che modo di amministrare è quello delle riunioni “informali”. Prima con la maggioranza e poi con le Opposizioni, ma non tutti insieme, solo con i capigruppo, ma non la capigruppo. Che modo di amministrare è quello dei documenti fantasma (perizia, consulenza legale, nota di Trenitalia) che ci sono ma non si possono mostrare? Che modo di amministrare è quello delle decisioni che non passano enon si traducono in prese di posizione delle Commissioni e dei consigli comunali?
E’ un po’ come se la gestione della cosa pubblica la si fosse affidata in mano al titolare di un bar, alle pacche sulle spalle, all’approssimazione. Con l’aggravante che i metodi utilizzati, a parole, e solo con quelle, sarebbero dovuti servire a “calmare” i bollenti spiriti, ma nei fatti hanno prodotto l’esatto contrario, come solo può esserlo una notizia annunciata a “freddo”, di brutto, in fretta e furia, senza perdere un minuto di troppo. Un’oscenità da qualunque parti la si guardi e, infatti, sul Movicentro e sullo Zac! le reazioni non si sono fatte attendere. A cominciare dal giudizio severo delle Opposizioni, passando dalpre-allarme dei soci di una cooperativa che da ormai più di un anno vivono minuto per minuto un’esistenza legata all’ultimo annuncio dell’Amministrazione comunale.
Basterebbe questo per dire che non se ne può più di questo manipolo di uomini e di donne incapaci di gestire la forma e pure la sostanza, ma a rileggere i passi compiuti nell’ultimo anno non si può non considerare quanto abbia influito sulle dichiarazioni rese alla stampa la presenza della Lega di Salvini.
Ecco, appunto, la Lega. Un compagno di viaggio scomodoe ingombrante per un sindaco che non perde occasione per marcare le differenze. Un compagno indigesto per tutte le volte in cui l’hanno obbligato a mangiare un boccone amaro, come nel caso della nomina di Giacomo Bottino (che lui non voleva) nel cda della Fondazione Guelpa.
Che il sindaco Stefano Sertoli possa arrivare al capolinea prima della fine del mandato cioè tra quasi tre anni, oramai lo pensano in molti, ma da qualche tempo, cioè da quando il senatore Virginia Tiraboschi ha annunciato la grande collaborazione con Alberta Pasquero sulla Ico Valley, c’è anche chi vedrebbe bene un ingresso del Pd in maggioranza, al posto della Lega. Una sorta di governo “Ursula”. E Pasquero, per chi non lo sapesse, sta al Pd come il cacio sui maccheroni, come la marmellata di prugne sul formaggio, come le zecche sul dorso di un cane.
Un finale con il botto per un’Amminsitrazione che sui fuochi d’artificio riportati il sabato di Carnevale aveva inau gurato una nuova stagione di cambiamenti. Peccato che non si sia più mossa da lì, ferma con le quattro frecce come le “incompiute” di Brumotti. E se continua così, c’è da giurarci, su Striscia la notizia ci finiranno anche loro.
Liborio La Mattina
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