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IVREA. Nuova biblioteca: qualcosa si muove ma solo con i “Tavoli”

Lo scorso 2 novembre la giunta e il sindaco si erano impegnati, davanti a tutto il consiglio comunale, a convocare, entro 30 giorni le commissioni “Cultura” e “Assetto del Territorio” per esaminare le osservazioni e le valutazioni relative al progetto di una nuova biblioteca.  Manco a dirlo quel limite temporale è stato da tempo superato e su questo fronte Sertoli & C. paiono caduti in un sonno profondo, o se si preferisce, in “letargo”. “Che cosa si è fatto sino ad oggi  e che cos’è che ha ostacolato la convocazione delle due commissioni?”. A chiederselo è stato il grillino Massimo Fresc, peraltro convinto che tutta questa gran perdita di tempo “rappresenti un vero e proprio danno alla credibilità e alla centralità del Consiglio Comunale …”. Gli  ha risposto l’assessore Costanza Casali sottolineandogli che il Sindaco e il Presidente del Consiglio si erano impegnati a convocare le Commissioni solo se fossero arrivate delle osservazioni, ma a tutt’oggi non è pervenuto alcunchè. “Ho personalmente contattato i presidenti di commissioni nonché il consigliere Benedino - spiega oggi Casali  - per valutare se ritenessero opportuno convocarle ugualmente  per un aggiornamento sui lavori  e abbiamo concordato di convocarle per fine febbraio o fine marzo, data in cui presumibilmente vi sarà del materiale da condividere...”. E Casali ribadisce che è interesse dell’Amministrazione procedere il più celermente possibile con il percorso che porterà alla progettazione della nuova biblioteca comunale.  “E’ uno dei più importanti punti del nostro programma elettorale e dopo oltre 15 anni si è arrivati alla decisione politica di procedere, tant’è che la Fondazione Guelpa ha già deliberato lo stanziamento di un milione e settecento mila euro per dotare l’attuale biblioteca dei ertificati per la protezione anti-incendio, per demolire l’ex Cena e per il progetto preliminare...” Durante l’ultimo consiglio comunale ha poi anche raccontato di una visita al Polo del 900 a Torino, insieme all’assessore Michele Cafarelli, alla direttrice della biblioteca, al dirigente dell’ufficio tecnico e al presidente della Fondazione Guelpa, per verificare la funzionalità di un centro culturale con annessa biblioteca, archivio, spazi per eventi, mostre, performance, nonché per la didattica e con un esempio di allestimento permanente di Museo diffuso.  Si aggiungono i cosiddetti “tavoli tecnici”. Uno si è tenuto il 20 gennaio scorso, ma ce n’è in programma un altro il 4 febbraio al quale sono stati invitati  il  professore di Bibliografia e Biblioteconomia all’Università di Torino Maurizio Vivarelli, il direttore del Polo 900 Alessandro Bollo  e  Luca Dal Pozzolo dell’Osservatorio Culturale del Piemonte. “Riteniamo - aggiunge Casali - che questa fase di studio, propedeutica alla costruzione della nuova biblioteca intesa in chiave moderna come hub culturale con spazi in condivisione con il Museo Garda, sia di fondamentale importanza per comprendere i contenuti e le esigenze per riuscire a realizzare il progetto architettonico più funzionale...”. E per chi non se lo ricordasse, con la mozione del 2 novembre ci si era concentrati anche sugli studi e sulle valutazioni di carattere urbanistico e finanziario relative alle due possibili collocazioni della biblioteca:  ex Cena e Palazzo Giusiana.  Il tutto a valle di una precedente mozione (approvata a maggio) in cui si era chiesto all’esecutivo di  avviare una collaborazione con la Fondazione Guelpa per definire le esigenze di servizi e spazi necessari alla nuova biblioteca. Era seguita, il 29 settembre, un’audizione del Presidente  Roberto Battegazzore, nell’ambito di una riunione della commissione cultura e, in questa occasione l’Assessore  Casali aveva esposto l’analisi comparativa delle ipotesi di collocazione del nuovo Polo Culturale, la tabella riepilogativa dei costi e  la valutazione preventiva di autorizzazione della Soprintendenza Archeologica. Nel cestino la proposta di Palazzo Giusiana che a conti fatti costerebbe 3/4 milioni di euro in più (in totale circa 10) ma porterebbe con sè problemi di tenuta dei solai  e di sovraccarico dei libri. I vincoli per l’istituto Cena? Quelli riferibili ai resti romanici! Superabili preservando il piano terra. Superata e ridimensionata anche la costosissima idea dell’assessore Michele Cafarelli di una grande lastra di vetro per renderli visitabili e visibili. Al suo posto una piccola vetrinetta di qualche metro. Restano sul tappeto i problemi legati al destino della Fondazione Guelpa, come ha più volte rimarcato il  presidente Roberto Battegazzorre. Se è vero che si spenderanno tutti i soldi in cassaforte (più di 8 milioni di euro) quel che la politica dovrà decidere è che cosa fare dell’Ente quando si esauriranno gli obiettivi statutari indicati dalla benefattrice Lucia. Si spera qualcosa di diverso da un  poltronificio per politici trombati. Per esempio un ente di gestione di tutta la cultura, con estensione del raggio di azione, oltrechè al Museo e alla biblioteca anche al teatro Giacosa e all’affitto delle sale.
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