Ha preso la parola, guardando il consigliere comunale Francesco Comotto, dall’alto al basso. Come il nonno che si rivolge al nipote. Come il professionista con l’apprendista. Come l’insegnante con lo studente.
Il capogruppo, nonché ideologa, della "Lega di Salvini" Anna Bono è fatta così. Quando in consiglio comunale si discute di guerre, extracomunitari, Africa, Russia, Cina, non ce la fa proprio a vomitare ai microfoni tutto il suo sapere tecnico scientifico, anche quando quel sapere stride un po’ con il sentimento e con il bene comune, con la logica del buon padre di famiglia e l’aspirazione ad un mondo migliore.
All’ordine del giorno, del consiglio comunale on line andato “in onda” l’altra sera, l’appelloal Presidente della Repubblica e al Governo per la ratifica del “Trattato di messa al bando delle armi nucleari” firmato da una lunga serie di associazioni tra cui l’Anpi, Rosse Torri, Prc, Legambiente, Lucy, Zac!, giusto per citarne alcune. E oltre al trattato si è chiesto la rimozione delle armi atomiche presenti sul territorio italiano, il rifiuto all’installazione di armi atomiche sugli aerei “Caccia F35”, il sostegno alla campagna “Italia ripensaci” per l’adesione e il rispetto da parte italiana del trattato di non proliferazione nucleare.
“Sono sinceramente commossa dall’entusiasmo del consigliere comunale Francesco Comotto...” ha sillabato Bono... “Un sognatore. Un appassionato...” ha aggiunto.
Epperò secondo Bono la realtà è un altra. E le bombe, a suo dire, si debellano solo con accordi bilaterali: l’India con il Pakistan, l’Iran con Israele e via discorrendo. E i trattati dell’Onu, sempre a suo dire, non obbligano proprio nessuno. “Usciamo dalla Nato. Finchè ne siamo membri non si può fare”, ha più o meno concluso. Morale? Essere contrari alle bombe va bene ma lei al Governo non chiederà proprio un bel nulla.
Inutile ricordarle - e lo ha fatto il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti di quanta storia abbia scritto Ivrea sul tema della pace, non in ultima con il vescovo emerito Monsignor Luigi Bettazzi, presidente nazionale e poi internazionale di Pax Christi, dal 1968 fino al 1985.
Bono non gli ha dato retta, così come peraltro non ha dato retta ad alcuni colleghi di maggioranza. A Donato Malpede della lista Insieme per Ballurio (“Io voto contrario. Anzi no: io sono contrario alle bombe...”), al presidente del consiglio Diego Borla (“L’intervento di Bono mi ha fatto riflettere, ma voterò a favore”), al consigliere del Pd Gabriella Colosso pronta a ricordare la notizia mai seriamente smentita sulla presenza di ordigni nucleari nella base militare di Ghedie ad Aviano. Infine Bono non ha dato retta neppure al suo sindaco Stefano Sertoli, sinceramente preoccupato per il futuro dei nostri figli .
Il voto finale, comunque, ha dato torto a Bono e ragione ai presentatori dell’ordine del giorno. La Lega si è astenuta, Marco Neri si è astenuto, Maria Piras e Paola Girelli al momento di votare si sono nasciste, tutti gli altri (cioè 10) han votato a favore.
Evviva la pace, ma ci manca un “inciso”, considerando che la Bono che si astiene sulle bombe atomiche è la stessa che pochi minuti prima, nell’ambito dello stesso consiglio comunale, ha proposto un odg, poi ritirato per approfondimenti, contro il deposito nazionale delle scorie radioattive in quel di Mazzè e Caluso, terra dell’erbaluce.
Mir Soddisfatto
Soddisfatto Pierangelo Monti, presidente del Mir. “Avevamo lanciato un appelloal Sindaco - commenta - nel corso del presidio di venerdì 22 gennaio. E’ stato di parola e, in consiglio, ha fatto un intervento decisamente a favore, ringraziando i promotori dell’iniziativa. Alla fine hanno votato a favore anche i consiglieri del centro destra non leghisti. Così le formazioni politiche di maggioranzasono risultate divise nella votazionee l’ordine del giorno è stato approvato. Possiamo essere soddisfatti di questo risultato ed è giusto ringraziare chi l’ha favorito...”
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