Noi la guerra non la vogliamo, non abbiamo nulla contro Piastra”. Parlano così, da tempo, ormai, i giovani di Articolo 1 e Sinistra Civica ma, per adesso, la loro linea è stata completamente ignorata dai i deus ex machina del partito: il segretario Sergio Bisacca e l’ex Sindaco Aldo Corgiat. Ad interpretare il loro pensiero, però, c’è l’ex assessore (tra il 2014 e il 2019) e prima consigliere regionale, Massimo Pace, uno di quelli che, qualche mese fa, ha sbattuto la porta e se è andato da Articolo 1. “Io non ho più nessuna tessera - racconta - certi modi di fare opposizione mi sembrano assurdi. Una lista di sinistra va in consiglio a fare minoranza come la Lega? Mah”. A sinistra lo chiamano “il parrocchiano”, per la sua fede ma, specialmente, per il suo modo ecumenico di fare politica, sempre aperto al dialogo. Qualche giorno fa, però, dopo l’ennesimo post di Corgiat, del “suo” Sindaco (Pace fu consigliere comunale a Settimo tra il 2004 e il 2009, grazie ad una barca di preferenze), contro la Piastra non ci ha più visto.
“Sono tanti gli strumenti del confronto politico, - scrive - ma perché invece di far polemica su temi come sanità, povertà, giovani o immigrazione non si fanno proposte. Si! È proprio arrivato il momento di mettere da parte le antipatie, i risentimenti personali e di guardare al bene dei nostri concittadini”. Insomma, per Pace è ora di voltare pagina, a Settimo, il centrosinistra, deve ricomporsi.
“Io - racconta - non ho mai condiviso quella rottura. Ho fatto di tutto prima, ho tentato di evitare la frattura. Oggi, però, continuo a tessere l’idea che sia necessario ricominciare a parlarsi. Da qualche parte bisogna iniziare a partire. Quando ho visto l’attacco alla sindaca su Fondazione Solidale, su temi che sono sempre stati di assoluta condivisione mi è venuto l’istinto di dirlo. A me la divisione è incomprensibile, la politica, ad un certo punto deve essere progettualità, quadro di valori comune. A livello nazionale, regionale e provinciale Pd e Articolo 1 si parlano a Settimo è muro contro muro, potrà essere così per sempre?”. Buono, poi, il giudizio sulla sindaca che, a detta di Pace, continua a godere di grande sostegno in città.
“Sta facendo - continua - quello che si è presa l’impegno di fare, il consenso in città è ancora ad un livello molto alto a quasi un anno e otto mesi dalle elezioni”. Duro, invece, il giudizio sull’opposizione dei vecchi compagni. “Mentre Corgiat, Bisacca, Catenaccio attacca duro, - spiega - le risposte non sono così dure. Anzi, direi che la maggioranza non se li fila proprio. È un attacco fine a sé stesso? Se tu fai opposizione forse dovresti farla in modo diverso, non farla come la fa la Lega. Io capisco sia difficile mandare giù il “tradimento” della Piastra ma il tema non è quello, ciò che conta è il bene comune, prima o poi bisognerà ricomporre. Più passa il tempo, però, e più sarà difficile ricucire”.
Anche perché, spiega Pace, le idee non sono così differenti.
“Le cose dette da Piastra su Torino - prosegue - sono le stesse cose che pensa Corgiat. Insomma, i pensieri sono simili su tante cose ma poi non si riesce a comunicare e le divisioni si cristallizzano. Nel gruppo attorno a Piastra c’è una radicalizzazione contro Articolo 1 e la stessa cosa sta succedendo in Articolo 1. Tutti, poi, a parole, capiscono che prima o poi bisognerà parlarsi, non si può andare avanti così per sempre. Anche perché, voglio dire, non si può vivere in funzione di un nemico ma perché ci si identifica in alcuni valori”. Pace, infine, delinea una strategia per ricucire il centrosinistra. “Adesso - conclude - nella posizione di forza c’è la Piastra, un movimento dovrà farlo prima o poi. Gli altri non lo vogliono fare ma sarebbe utile un segnale in consiglio da parte di Sinistra Civica, votare a favore di qualcosa ma c’è qualcuno che vuole andare sempre contro”.
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