“Diritto di superficie, contratto di comodato in proroga. Variante al piano regolatore che non c’è. Valorizzazione dell’area...”. Ha passato le ultime settimane a leggere i giornali e, a forza di leggerli, un’idea se l’è fatta. Lucia Panzieri, presidente dello Zac! e tutti i soci della Cooperativa, non sanno più che cosa pensare e che cosa dire, sono oltremodo preoccupati per il proprio futuro e dei tanti soci che quotidianamente frequentano il Movicentro.“Abbiamo chiesto un incontro all’Amministrazione Comunale e restiamo in attesa -ci dice - Non voglio addentrarmi nelle questioni tecniche:noi siamo l’inquilino. Mi auguro però che il Comune risolva al più presto questa situazione. Penso che non sia così grave come viene raccontato. Gli ostacoli si superano e si va avanti ...”.
E l’ostacolo, sollevato qualche settimana fa dal vicesindaco Elisabetta Piccoli e dall’assessore Michele Cafarelli, faceva riferimento ad una variante di valorizzazione, con cambio di destinazione d’uso, dell’area della vecchia stazione, propedeutica alla rivendicazione del diritto di superficie sull’area in cui è stato costruito (anche a spese del Comune) il Movicentro. Poi però Ferservizi Spa, la società che si occupa del patrimonio immobiliare di RFI Rete Ferroviaria italiana, aveva fatto sapere di non aver mai chiesto tutto questo, solo un perizia. Coscienti loro, proprio come asserito dal capogruppo del Pd Maurizio Perinetti in consigliocomunale, che nel 2002 s’era fatto tutto quello che doveva essere fatto e che era stato scritto nero su bianco nell’accordo preventivo con il Comune di Ivrea (compreso il cambio di destinazione urbanistica di cui sopra), attraverso un piano particolareggiato poi recepito, nel 2006, dal nuovo prgc di Campos Venuti.
Da qui la decisione di coinvolgere la commissione “assetto e uso del territorio” presieduta dal consigliere Francesco Comotto eventualmente allargata agli ex assesori comunali Giovanna Codato e Alberto Redolfi.
Appesi ad un filo dallo scorso mese di luglio, da quando cioè è scaduto il comodato d’uso per l’utilizzo dei locali del Movicentro, per il momento, lo Zac!, pandemia permettendo, non ha mai smesso di credere al proprio futuro ed ha partecipato ai bandi “possibili” quelli in cui la progettazione non è legataalla disponibilità di locali. Su altri s’è persa ogni speranza...
“E’ un momento molto difficile -aggiunge Panzieri - L’incertezza in un momento già complicato di suo, non ci fa bene. E’ già abbastanza dura arrivare alla fine della settimana figuriamoci alla fine del mese. La proposta di coinvolgere gli ex assessori servirebbe a mettere un po’ di chiarezza. Vero è che, al Movicentro, il Comune paga le bollette e gestisce i bagni, se Trenitalia ha accettato tutto questo, significa che non ha cattive intenzioni...”.
Insomma, tanti pensieri in testa a cui si aggiungono, peraltro, anche una serie di dubbi sulle reali intenzioni dell’Amministrazione Comunale.
“Il vicesindaco Elisabetta Piccoli ha di nuovo sottolineato che si andrà verso una diversa regolamentazione dell’utilizzo dell’atrio, un vecchio cavallo di battaglia della Lega - stigmatizza Panzieri - Se il bando sarà peggiorativo rispetto alle attuali condizioni, noi non parteciperemo. Vogliamo continuare a gestire il Movicentro senza paletti e in linea con i nostri progetti. Perché dovremmo stare in uno spazio pubblico se l’Amministrazione pubblica non ci vuole? Vorrà dire che cercheremo un altro luogo per continuare ad essere quello che siamo. E noi siamo anche un presidio di legalità, siamo quelli che puliscono i bagni e chetengono pulito l’esterno. Sono sicura che la il vicesindaco Elisabetta Piccoli e il sindaco Stefano Sertoli sono in buona fede, ma la volontà politica sullo Zac! non dipende da loro e prima o poi verrà fuori…”.
E la verità è che in passato, in più di un’occasione, la Lega, alle proprie riunioni, aveva definito lo Zac! un “covo di comunisti”.
Era successo lo scorso mese di giugno, durante una riunione di maggioranza culminata in una litigata furibonda tra il sindaco e l’attuale capogruppo del Carroccio Anna Bono, trasformatasi in reporter, per fotografare e raccontare come veniva utilizzato l’atrio, a suo dire, senza alcun rispetto delle regole di sicurezza.
Ad un certo punto il primo cittadino, sarà mica primo per niente, era sbottato come solo un primo senza pari saprebbe fare.“A chi mi chiede da che parte sto – s’era messo a cantare come una cocorita – Io ripeto quello che ho sempre detto. Da che parte sto lo sapete benissimo…”.
Poi con il dito indice puntato su Anna Bono:“Io sono il sindaco e tu sei un semplice consigliere comunale …”. Infine con Maria Piras accusata d’aver cambiato non una ma quattro casacche. Insomma uno sfacelo. Una specie di lite condominiale senza un condominio.
Da qui in avanti “Buonanotte ai suonatori”, Anna Bono, chenon è una disponibile alle ramanzine, aveva preso le sue cose e se n’era andata… Alè!!!
La cosa si sistemò solo parecchie ore più tardi con una telefonata di scuse del sindaco alla stessa Bono.
Variante o non variante?
Ci va la variante, non ci va la variante. Durante un recente incontro tra l’Amministrazione comunale, Ferservizi, Rfi, avvocati e commercialisti, pare che si sia avuta la conferma che la variante non è indispensabile. Ci vorrà, questo sì, una perizia che accerti se le modifiche sulla destinazione d’uso, a suo tempo inserite nel piano particolareggiato, hanno aumento o meno il valore della vecchia stazione. A quel punto si metterà su un piatto della bilancio questo valore e si cercherà di farlo pareggiare con il valoredato al diritto di superficie del terreno su cui è stato costruito il Movicentro. Se i due valori si bilanceranno, si andrà dal notaio e con i 50 mila euro stanziati a bilancio dall’Amministrazione comunale si pagheranno tutte le spese previste. Quel che non si capisce è perchè mai RFI non si accontenti dell’aumentato valore dello stesso terreno su cui è stato costruito il Movicentro, considerando che quest’area tornerà nelle sue disponibilità allo scadere dei 30 anni previsti dal diritto di superficie...
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