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11 Gennaio 2021 - 16:16
Mensa vuota il primo giorno di scuola dopo le vacanze. E’ stata questa la protesta scelta da molti genitori per far sentire la propria voce contro il caro mensa. Proprio durante le festività, infatti, il Comune ha pubblicato le nuove tariffe con prezzi che schizzano fino ad 8 euro a pasto per i bambini della scuola primaria.
Costi che le famiglie reputano insostenibili. Gli aumenti, infatti, riguardano tutte le fasce Isee quindi, a cascata, anche le famiglie con reddito più basso si sono trovate faccia a faccia con un aumento che appare sproporzionato.
Ad essere maggiormente colpiti cono i bambini delle scuole elementari.
Qui infatti, gli aumenti tengono conto anche del servizio di sorveglianza durante il pasto. A causa delle nuove norme per il contenimento del Covid, infatti, la tariffa risulta notevolmente rincarata per il confezionamento del pasto (così come alla materna e alle medie) e per la necessità di impiegare un numero maggiore di operatori per l’assistenza (passati alla primaria, da 6 a 12).
Da inizio anno e fino al 31 dicembre 2020, l’amministrazione comunale si è impegnata a coprire i maggiori costi per non gravare sulle famiglie.
“Purtroppo - spiega l’amministrazione - la stessa copertura non è a tutt’oggi disponibile per il 2021”.
Per la scuola primaria le tariffe, divise in 8 fasce di reddito, partono da 1,85 euro a pasto, fino agli 8 euro per la fascia di reddito oltre i 17.500 euro e i non residenti. Le vecchie tariffe, invece, partivano da 1,33 euro ed arrivavano ai 5,75 euro della fascia di reddito più alta e i non residenti.
Il problema era noto e per questo motivo c’era già stato un incontro con i rappresentanti di classe: “La scuola è intervenuta ipotizzando varie possibilità di riorganizzazione della gestione del pasto per diminuire il costo della sorveglianza, che sono però state bocciate dall’ASL - spiegano i genitori - Dopo il parere negativo dell’ASL era stata prospettata la possibilità di una scissione del costo pasto da quello dell’assistenza ma improvvisamente (e senza nessun confronto) il Comune ha deciso di definire nuove tariffe, pubblicandole il giorno prima dell’inizio delle vacanze natalizie sul sito”.
Questo quanto deciso da molte famiglie: “Abbiamo sondato in maniera informale le intenzioni dei genitori in alcune classi, e per la maggior parte di coloro che usufruivano del servizio mensa l’intenzione è quella mandare i figli solo quando non avranno nessun tipo di alternativa”.
E per sottolineare i malcontento, moltissime famiglie il 7 gennaio non hanno mandato i propri figli a mensa.
La protesta era nell’aria, anche perché la lettera dei genitori è stata mandata sia al Comune che all’Istituto comprensivo. Per garantire che non ci fossero momenti di tensione, all’uscita da scuola i genitori hanno trovato anche i carabinieri.
“E’ davvero assurdo - sbotta il capogruppo di opposizione, Francesco Manfredi -. Chiunque abbia deciso di mandare i carabinieri non ha capito nulla di questa protesa. Il problema è reale, ma le soluzioni ci sono. Al sindaco abbiamo proposto di riunire un tavolo, ma non siamo stati ascoltati e così ci è stato impedito anche di fare delle proposte. Assurdo che un Comune come Favria non abbia le risorse per aiutare le famiglie”.
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