La rotonda di Porta Vercelli “adottata” da “La Pantera Nera”, gli scudi dei Diavoli sul lungodora, la stele dei Mercenari nei pressi della Torre di Santo Stefano e, infine, in Via Palma la bandiera degli Scacchi. Perchè? Perchè la voglia di Carnevale a Ivrea non si esaurisce nelle giornate di battaglia.
Perchè – ed è inutile star qui a girarci tanto intorno – questa città il Carnevale ce l’ha nel sangue. Una forza incredibile. Un’energia che, anche a volerlo, sarebbe difficile da riprodurre.
Un po’ come a Siena con il Palio o a Venezia con la regata e, forse, a Ivrea, questa passione è addirittura superiore. Ci avevano visto giusto quegli amministratori che nel lontano 2009, ai tempi del sindaco
Fiorenzo Grijuela, pensarono a
Ivrea 356®. Un’iniziativa che per molti anni è stata alla base di una proficua collaborazione tra Fondazione, Confindustria e “Associazione Museo dello storico Carnevale”.
Sulla carta un progetto turistico che avrebbe dovuto far respirare in città l’aria di carnevale tutto l’anno attraverso un nuovo arredo urbano, installazioni permanenti, stanze multimediali. Nella sostanza un’iniziativa che portò nel 2012 a posizionare sulle rotonde di Porta Vercelli e Porta Torino e in corso Cavour le cosiddette “Mani” (una mano che stringe tra le dita un’arancia),
realizzate
da due eporediesi, l’architetto
Silvia Barbiroglio e
Davide Morando, titolare dell’azienda Ivrea Imballi.
A crederci più di tutti è sempre stata
Gabriella Gianotti, presidente dell’Associazione “Museo dello storico carnevale” tanto da decidere, nel 2018, di registrare e diventare titolare del marchio “Ivrea
365®”.
E poi?
Poi praticamente più niente, salvo il fatto che di quelle “Mani” ne è rimasta solo più una e che, quest’estate
Gianotti ha incontrato l’assessore
Costanza Casali per ridare fiato e voce al progetto. Tutto sembrava filare liscio, ancor più dopo la decisione di affidare la rotonda di Porta Vercelli alla Pantera. Tutto sembrava filare liscio fino ad una recente dichiarazione dell’assessore ai lavori pubblici
Michele Cafarelli attraverso cui ha di fatto detto “basta” alle installazioni fisse, dando eventualmente il via libera a giochi di luce sui monumenti cittadini, un po’ come han fatto gli Scacchi in piazza Ottinetti in occasione della giornata contro la violenza sulla donna.
“Premetto che io non ho ancora incontrato gli aranceri ma lo faremo quanto prima - mette oggi le mani avanti l’assessore
Casali -
Mi pare di aver capito che la situazione stesse un po’ scappando di mano e, per non mettere elementi troppo invasivi in giro per la città, Cafarelli ha lanciato il discorso delle luci... Aggiungo che non ci sono così tante rotonde da poterne assegnare una a ciascuna squadra. Confesso che mi sarebbe piaciuto un concorso di idee. La libera iniziativa non sembra genera buon gusto...”.
Vero è che dopo le dichiarazioni di
Cafarelli pare che in molti, in maggioranza, sindaco
Stefano Sertoli compreso, si siano un pochino arrabbiati non condividendo affatto quel pensiero lì.
Cafarelli per tutta risposta avrebbe asserito
che il giornalista de La Sentinella avrebbe frainteso il suo ragionamento.... Insomma, la solita giustificazione “stonata”!
Il concorso di idee
Che poi, per la verità, un concorso già c’è stato. Per l’appunto “Ivrea Carnevale 365® colora la Città: i luoghi e i percorsi del Carnevale”. Promosso
nel 2010 dal Comune, dalla Fondazione dello storico Carnevale e da Confidustria per la riqualificazione di piazza Castello, della scena urbana dello Storico Carnevale e del percorso della Marcia del Giovedì Grasso, del Giuramento del Podestà, dell’Abbruciamento dello Scarlo.
Dei disegni del primo classificato, l’architetto
Giorgia Feraudo, vincitrice di un premio di 15 mila euro, non se n’è saputo più nulla. Spariti dai cassetti e pure dai radar quelli
degli architetti
Giovanni Torretta e
Francesco Bermond Des Ambrois.
E dire che nel bando si parlava di non meno di un milione di euro previsti dal programma triennale degli investimenti….
“In particolare – si leggeva nel bando –
per quanto riguarda l’allestimento occorre considerare che nello Storico Carnevale di Ivrea sono compresenti due identità: quella storica, costituita dal Generale, dalla Mugnaia e da tutti gli altri personaggi in costume storico, comprendendo in questa il caratteristico gruppo dei Pifferi e Tamburi; l’altra moderna, definita dagli aranceri e dai carri e da getto, che fanno fortemente riferimento a abiti e accessori presi dal presente, senza alcuna relazione con la tradizione storica…”.
La domanda che ci si deve porre oggi è se davvero occorra quel milione di euro o se non sono già più che sufficienti, per garantire uno sforzo da parte di chi il Carnevale lo fa, tutti quei soldi che ogni anno l’Amministrazione comunale investe nella manifestazione. Parliamo di cifre da capogiro, pari a circa 750 mila euro che in realtà si bruciano in poche ore.
L’osservatorio
E non era ancora finita lì. Tra le altre importanti iniziative sul Carnevale 365® quella delll’Osservatorio Creativo creato all’interno della Fondazione dello storico Carnevale. Nato nel 2010 e coordinato dall’architetto
Marco Candellieri, l’Osservatorio raccolse al suo interno esperti di design e comunicazione visiva non residenti a Ivrea tra cui
Guido Avigdor (pubblicitario, già direttore creativo di Armando Testa),
Luca Beatrice (critico d’arte),
Luigi Bistagnino (del Politecnico di Torino),
Luisa Bocchietto (presidente ADI, Associazione per il Disegno Industriale),
Giuliano Molineri (dg
Italdesign Giugiaro) e
Marco Rainò (presidente dell’associazione di giovani designer Turn). Tra le altre cose il gruppo lavorò su alcune linee guida per i carri da getto e i loro allestimenti. L’ultima relazione risale al 2017. E poi? Anche in questo caso: niente. Tutto morto e sepolto con il cambio del colore politico nell’Amministrazione comunale e nella Fondazione.
Ripartire dal basso
Qualcuno ci spieghi perchè non si possa ripartire dal basso, proprio come si stava cominciando a fare, assegnando alle tante associazioni storiche e di aranceri, un pezzettino di città, con il Comune a fare da regia e i cittadini, cosi prolissi sui social, a fare da gran suggeritori?
Qualcuno ci spieghi perchè, proprio mentre da un lato l’assessore
Casali sta dialogando con
Gianotti (e ancora non ha finito di dialogare), dall’altra
Cafarelli se ne esce con una dichiarazione che, di fatto, manda all’aria se non proprio tutto quasi?
Qualcuno ci spieghi infine se l’idea di una città turistica solo di notte abbia un senso o, se si preferisce, se sul Carnevale 365@ l’Amministrazione fa sul serio oppure no...?
L’idea che ci siamo fatti noi?
Che gli assessori non condividano insieme granchè del lavoro che fanno... Tante piccole schegge impazzite che vanno ognuna per proprio conto, con l’aggravante, per qualcuno, di farsi condurre più dai tecnici che dalla politica...
E ci spieghiamo meglio. Un conto è chiedere al responsabile “che cos’è che si può fare” altra cosa è
imporre una linea chiedendogli di trovare il modo per raggiungerla.
Carnevale e Unesco
Un lavoro, quello sul carnevale, da non intendersi in antitesi al “lavoro” e agli investimenti che si stanno portando avanti per promuovere il patrimonio industriale riconosciuto dall’Unesco o a quelli che si sono spesi per il Maam, il museo a cielo aperto dell’architettura moderna di Ivrea che peraltro avrebbe bisogno di una vera e propria rinfrescata dei pannelli….
Le due cose potrebbero infatti camminare di pari passo anche considerando che qualsiasi investimento su Olivetti altro non potrà produrre che un turismo di nicchia, interessato, per l’appunto, alle architetture. Troppo poco, da qualunque parti la si guardi per rimettere in pista
un’economia o dare impulso alla ricezione. Diverso sarebbe poter offrire in ogni momento dell’anno un’Ivrea che, lungo la via Francigena di Sigerico è città dei cavalli, del carnevale, della macchina da scrivere e della canoa…