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STRAMBINO. Anche Angelo Patti tra i protagonisti di “Aria”

STRAMBINO. Anche Angelo Patti tra i protagonisti di “Aria”

Angelo Patti è un artista originario di Strambino

Ci sono Greta Pesce, studentessa italiana in Cina, la famiglia Santonicola bloccata in Brasile, Sibilla, Diana, Giulia e Francesco Nozzoli, divisi dalla pandemia tra Trento e Roma, Carlotta Zanlari e Fabio Caccin che sono nell’equipaggio della Sea Shepherd e Margherita Carlini che lavora allo sportello antiviolenza di Recanati. Ma c’è anche lo strambinese Angelo Patti. Sono alcuni dei protagonisti di Aria, una docuserie che promette di commuoverci nel racconto del tempo sospeso della pandemia in onda su Rayplay a partire da martedì 29 dicembre.

Attore non protagonista nelle soap “Vivere” e “Centrovetrine”, comico, cabarettista,  presentatore, ex componente della Compagnia Andromeda, ma anche ex insegnante di recitazione nella sua Accademia di Ivrea, Angelo Patti dal 2017 lavora come clown  nel circo di Sandra Orfei, viaggiano in lungo e in largo sulle strade della Puglia, della Basilicata, della Calabria, della Grecia e, dall’inizio della pandemia bloccato a Caltanissetta in Sicilia. Una vita intensa che non si è fermata neanche durante il Covid.

Patti lo avevamo incontrato in giro per Ivrea, con la cinepresa. “All’inizio della quarantena mi ha chiamato un’agenzia di Roma  ci ha spiegato – Cercavano storie per un lungometraggio. Storie ai tempi del Covid. Storie di quarantena. Ho accettato di raccontare la mia vita. La vita del circo, del clown, di Angelo Patti che fa ritorno a Ivrea e incontra i genitori e gli amici di teatro….”.   Ed è anche la storia del più comico spettacolo del mondo piegato in due dal Covid, di “una ventina di grandi felini, tigri, leoni, leonesse e tigri bianche, che rischiavano di morire di fame…” e di un appello  dei circensi (senza lavoro, senza soldi, senza fieno e carne) lanciato in un servizio del Tg1 per chiedere aiuto proprio per loro. “Prima gli animali, i bambini e le donne”: è da sempre il motto del mondo del circo….

All’appello avevano risposto in tanti.  A centinaia. Una generosità che rimarrà scolpita per sempre nei ricordi indelebili di chi il circo lo ama e per questo lo fa.

Nella docu-serie Aria, nell’arco di quattro mesi, oltre a quella di Angelo Patti, sono state seguite le storie di alcuni italiani, sparsi in varie parti d’Italia e del mondo – dalla Cina al Kenya, dal Brasile alla Francia – persone che si raccontano dal loro punto di vista, grazie a smartphone, videocamere, mezzi di ripresa improvvisati. Donne e uomini comuni, ma speciali, ciascuno a modo suo, individuati dagli autori per la loro unicità. Il racconto di queste testimonianze, tutte storie vere a comporre un romanzo a più voci che ancora non conosce epilogo, è a cura di Andrea Porporati, Costanza Quatriglio, Daniele Vicari (con Chiara Campara, Francesco Di Nuzzo, Flavia Montini, Pietro Porporati, Greta Scicchitano).

Prodotta da Minollo Film, “Aria” è la prima docu-serie sugli italiani dentro e oltre il lockdown, articolata in 6 puntate da 25 minuti.

Divisi dal distanziamento sociale imposto dall’epidemia, ma uniti attraverso una tensione collettiva, questi “testimoni” esprimono una resilienza spontanea dello spirito e del cuore, che gli permette di narrare le loro vite.

Da aprile sono iniziate le riprese, auto-eseguite dai testimoni, in condivisione e costante contatto con il gruppo di lavoro di Aria. Sono proseguite fino a metà luglio in Italia, attraverso le cosiddette Fasi uno e due e nel resto del mondo secondo le differenti ondate della pandemia nei continenti extraeuropei. I proventi della docu-serie saranno devoluti all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.

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