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GASSINO. C’è anche la Tangenziale Est tra i progetti del Recovery Fund

13 miliardi, 140 milioni e 906mila euro. Circa il 6,2 per cento dei 209 miliardi promessi dall’Europa: questo è l’ammontare dei 115 progetti presentati il 5 novembre scorso dalla Giunta regionale del Piemonte al Governo, nell’ambito del Piano di investimenti NextGenerationEU (o Recovery Fund).

Un’enorme somma di denaro che riguarda investimenti necessari in risposta alla crisi pandemica, ma anche di accelerazione all’innovazione nei settori cultura, sanità, turismo, manifattura e protezione dell’ambiente.

Ora la palla passa al Governo che dovrà scegliere i progetti migliori.

Tra quei progetti c’è anche la, più volte discussa, tangenziale est. Se ne parla dagli anni 70 ma non è mai stata realizzata.

Fra le occasioni mancate degli iltimi anni, infatti, vi è senza dubbio il tema della chiusura ad est dell’anello tangenziale di Torino.

Una bretella che dovrebbe partire dal chierese (all’uscita dall’autostrada), passare per Gassino e ricollegarsi con la tangenziale di Torino.

Argomento, quest’ultimo, ormai escluso da troppi anni dal dibattito politico, ma che continua a rappresentare per il chierese, per il chivassese e  la collina in particolare, ma per l’intera area metropolitana di Torino in generale, un grave deficit infrastrutturale.

La Città Metropolitana di Torino si struttura su un territorio ampio e articolato, che ha bisogno di collegamenti infrastrutturali all’altezza di questa complessità. L’attuale sistema di tangenziali intorno alla città non soddisfa le esigenze di gran parte della collina, che con la Tangenziale Est sarebbe invece finalmente connesso con la Torino Piacenza, la Torino Milano e avrebbe una direttrice anche verso Aosta.

Il Chierese e tutto il sistema produttivo ad Est del torinese meritano di essere messi al centro della viabilità di Torino e Piemonte. Per questo, i sindaci, sono pronti fare squadra per puntare sul progetto.

Un qualcosa di fondamentale per tutta l’area della collina. Un progetto che, finalmente, potrebbe anche togliere i tir dalle strade.

Ormai, infatti, da anni, i cittadini hanno i camion che passano nei centri cittadini.

A Sciolze, a Marentino, a Gassino, in tutti i comuni della collina. Una situazione che crea disagio sia ai residenti che agli autisti dei tir costretti a passare per questo tipo di strade.

Dal canto suo, il primo cittadino di Gassino, Paolo Cugini, è pronto a scommettere sul progetto.

Per fortuna - racconta - l’idea c’è tra le opere che Regione Piemonte ha segnalato per il Recovery Fund come una delle priorità infrastrutturali e in effetti lo è. Magari non nella configurazione a suo tempo immaginata: 6 corsie e barriere pedaggio ma sicuramente come strada di scorrimento veloce che riunisca l’area del chierese e òa zona del canavese”.

Una priorità che i comuni della zona hanno segnalato anche all’ex provincia.

Noi, 25 comuni dell’area omogenea del chivassese, - prosegue Cugini - l’abbiamo segnalato dal piano strategico della Città Metropolitana come una priorità. Regione ed Anas, qualche anno fa, avevano affidato anche un incarico per una progettazione molto molto preliminare e anche i piani regolatori di alcuni comuni, come Gassino, sono stati modificati nello stesso verso. Sarebbe bene che la Regione convocasse un tavolo sul tema.

Non ha senso, che si continuino ad ignorare, se parliamo di infrastrutture viarie, le esigenze di questo territorio. Per la tangenziale est sarebbe ideale una strada a scorrimento veloce con sistema free flow. Così ridurremmo anche la presenza dei mezzi pesanti lungo la collina. Serve, però, un’infrastruttura pensata per il 2021 non con progetti vecchi di 50 anni”.

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