Cerca

IVREA. Ma che bel castello a Porta Vercelli, con la Pantera

Da sabato mattina, nel bel mezzo della rotonda di porta Vercelli c’è una riproduzione del castello d’Ivrea, prodotta dalla Seinox e commissionata dall’Associazione Pantera Nera che s’illuminerà al calare della sera. La Seinox è l’azienda che firma anche l’installazione di un “ferro di cavallo” a Porta Torino. Correva il 13 febbraio quando ad Alessandro Massa (alboricoltore e vivaista) gli amici dell’Associazione Pantera Nera chiesero un’idea per abbellire la rotonda di Porta Vercelli. E lui propose la Viola del pensiero con i colori della squadra e in onore della Mugnaia. A giugno, finito quel po’ di Carnevale che s’è fatto, di quella rotonda di Porta Vercelli restava solo più uno sbiadito ricordo. Al posto delle viole, tolte allo scadere della festa, solo rovi e erbaccia. Da lì in avanti di acqua sotto i ponti ne è passata tanta fino ad un incontro con l’Amministrazione comunale, nel mese di luglio, per mettere nero su bianco un contratto di affidamento della rotonda all’Associazione “La Pantera Nera”, che la curerà tutto l’anno.  Lo chiedevano, inascoltati, da due anni e ce l’hanno fatta. Manutenerla e corredarla con qualcosa che ricordi il Carnevale. Un po’ come gli scudi dei diavoli sul lungodora o la stele dei Mercenari nei pressi della Torre di Santo Stefano e, in Via Palma, la bandiera degli Scacchi. Una decisione su cui  altro non si può fare che applaudire e ci piace pensare che, per il finale, un po’ abbia  influito l’indomabile Rita Munari e i tanti articoli pubblicati da questo giornale sul degrado in cui versavano quelle “abelie” (una pianta più simile ad un rovo che a un fiore), sostituite dalle Pantere, ma solo per il periodo di Carnevale, con le violette.  Ad un  certo punto (noi ce lo ricordiamo) l’Ufficio tecnico chiamò l’associazione dicendo che c’era un tubo idraulico fuori posto e che alcune delle abelie di cui sopra erano morte per colpa  del travaso. Proprio così: “del travaso”. Non dell’assenza di manutenzione  da parte di chi avrebbe dovuto farla per conto del Comune, prolungatasi, per tutto il periodo della quarantena e anche oltre. Tutto è bene quel che finisce bene. Le abelie non ci sono più e al loro posto c’è un bel castello, illuminato di notte e su cui, quando il Carnevale tornerà, verrà poggiata una pantera. (foto Andrea Bucci)
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori