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MONTEU DA PO. Ricorso al Tar contro la Giunta tutta rosa della sindaca Ghion

Un ricorso al Tar del Piemonte contro la Giunta tutta rosa di Monteu da Po.

L’ha presentato Alexander Boraso, consigliere comunale di opposizione, già candidato sindaco lo scorso settembre.

Il ricorso è stato iscritto a ruolo qualche giorno fa e, entro dicembre, è atteso il pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale.

Per Boraso, nella scelta degli assessori, la neo sindaca Elisa Ghion non avrebbe rispettato le pari opportunità: tre donne siedono nell’esecutivo - Graziella Giacomini vice sindaco ed Ivana Boscolo assessore, oltre alla prima cittadina - e nessun uomo. “Ho chiesto che venga sospesa la delibera di nomina dei componenti della Giunta, così come, evidentemente, ogni atto successivo”, spiega il consigliere comunale di opposizione.

Per Boraso è chiara la violazione che è stata commessa.

Nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento - incalza il consigliere -. Questo prescrive la legge Delrio, numero 56 del 2014. Tale disposizione si applica oggi anche ai comuni sotto i tre mila abitanti che non sono più esenti da tale obbligo”.

In sostanza - continua Boraso - l’obbligo di rappresentare entrambi i sessi vale per tutti i Comuni Italiani e per tutti gli organi, anche quelli non elettivi come le Giunte. L’obbligo scatta immediatamente anche se non previsto dallo Statuto Comunale: già, perché anche si parla impropriamente di quote rosa, la legge in realtà fissa criteri di equilibrio fra i due generi e quindi nemmeno la quota femminile può esorbitare quella maschile. Nel nostro caso non è possibile mantenere una rappresentanza di genere sotto il 40 per cento, in quanto si tratta di una Giunta di soli tre componenti, compreso il sindaco. Infatti, è stato definito anche il dubbio se nella composizione della Giunta si debba conteggiare anche il sindaco. Il Ministero degli interni lo ha chiarito con una nota del 2014. A questo punto varrà l’arrotondamento previsto dalla norma disciplinata nella Delrio, e quindi il rapporto da rispettare dovrà essere al minimo di un membro di genere su tre, diverso. Il sindaco non può ignorare questa norma...”. 

Prima di finire al Tar la questione è stata affrontata anche in Consiglio comunale, dove è arrivata la risposta della sindaca Ghion ai dubbi sollevati da Boraso. “L’articolo 1, comma 137, della legge n. 56/2014, ha disposto per le sole Giunte dei Comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura inferiore al 40% - la replica di Ghion -. Nonostante siano state recepite nello statuto comunale le indicazioni della legge numero 215/2012 in materia di garanzia della parità di genere nella Giunta e negli organi collegiali dell’Ente, l’applicazione di tale norma è risultata di difficile attuazione. A Monteu la composizione della maggioranza consiliare non consente la nomina del consigliere quale assessore di genere maschile, vista la mancanza di disponibilità da parte dello stesso. Si deve inoltre considerare che gli assessori sono nominati dal sindaco tra i consiglieri comunali e la previsione della nomina degli assessori esterni è inserita come seconda opzione, in ogni caso sempre sulla base fiduciaria del sindaco. Al momento, non ho ritenuto di avvalermi della facoltà di nominare un assessore esterno”.

Una replica che, evidentemente, non ha soddisfatto Boraso. L’ultima parola ora spetta al Tar.

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