“Ve lo dico io perchè se ne sono andati - ha più o meno sentenziato -
Avevano una dignità. Hanno capito che adesso qui si lavora in un’altra maniera e con più serietà…”.
Così l’altra settimana, in consiglio comunale,
Mara Bagnod del gruppo della Lega e, per qualche secondo, tutt’intorno è calato il gelo.
Non si parlava di stoffe scozzesi ma del fuggi fuggi di funzionari e dirigenti dal palazzo municipale, una costante che sta contraddistinguendo il governo a guida leghista di
Stefano Sertoli “il comunista”.
E dire che questa sembrerebbe la spiegazione del perchè molte cose non si riescano a fare.
Ad introdurre il dibattito, concentrandosi su quei
114.290 euro
che, nell’ultima
variazione di bilancio, corrispondevano a “economie” per mancata copertura dei posti vacanti, ci ha pensato il capogruppo del Pd
Maurizio Perinetti.
“Due figure apicali dell’ufficio tecnico, una del legale, poi i servizi sociali, gli appalti, i tributi... sono tutti andati via - ha satigmatizzato -
Tutto questo ci preoccupa. Ci preoccupa l’inadeguatezza della struttura comunale. Si deve prendere atto che le buone idee camminano sulle gambe delle persone. Se non ci sono....”.
Epperò, guarda un po’ te, la maggioranza, oltre a
Bagnod s’intende, non la pensa per niente così
E se secondo il consigliere comunale
Monica Girelli l’attuale lentezza dell’amministrazione della cosa pubblica è dovuta principalmente alla pandemia per l’assessore
Giuliano Balzola non bisogna fare di tutta un’erba un fascio, considerando che una parte del personale che non c’è più è andato in pensione e l’altro ha fatto carriera.
“Io punto sugli interni. Per anni non si è fatta progressione verticale ma solo orizzontale - ha aggiunto
- All’ultimo concorso su settanta partecipanti ne sono risultati idonei solo tre e tutti già nostri dipendenti. Fuori da qui la preparazione è imbarazzante. Il personale del Comune sta facendo un gran lavoro rispetto a quanto gli viene chiesto...”.
Che poi, peraltro, nessuno si è mai messo a sottovalutare chi è rimasto in organico, ma mettere le mani sul fuoco come
Muzio Scevola, sul risultato di un concorso gestito dagli interni a cui partecipano e vincono gli interni, al posto di Balzola, nessuno ce le
metterebbe.
“Si poteva creare un percorso di crescita con affiancamento ai dirigenti che non ci sono più - ha inforcato
Francesco Comotto che sulla gestione del personale ha ammesso di essersi fatto un’idea estremamente negativa
-
Non mettiamoci a parlare dei singoli casi. Non è vero che sono andati tutti in pensione. ..”.
Contenta come una Pasqua, nonostante sia Natale, dell’attuale organizzazione, anche l’assessore
Giorgia Povolo:
“Gli uffici sono fortemente sotto pressione per riuscire a garantire i servizi. Abbiamo ridistribuito i carichi di lavoro e il lavoro va avanti in maniera egregia...”
Ora, al netto delle situazioni che sarebbero andate a finire comunque così, il fuggi fuggi è del tutto evidente a prescindere da quel che dicono Balzola & C.
E “fuggi fuggi” significa malessere, voglia di non fare un fico secco. Significa “bastoni tra i piedi”, “lavorare di sotto”. Significa uffici vuoti e telefoni che squillano inutilmente.
L’elenco di chi non c’è più è lungo come la quaresima.
Si comincia con l’ex dirigente del settore sviluppo economico
Annamaria Marinaci trasferitasi a Torino, passando da
Flora Gianola, ex responsabile dell’ufficio legale emigrata a Cossato nel biellese.
Lavorava all’ufficio legale anche
Paolo Albano che oggi però è in organico alla Scs.
E poi c’è
Domenica Vittonatti ex impiegata all’ufficio lavoro che oggi lavora a Montalto.
Elena Di Salvo che si occupava dell’ufficio scuole e oggi è impiegata a Piverone.
Linda Palese dell’ufficio tecnico oggi in organico a Rivarolo.
Luca Gastaldo Moro, ex dell’ufficio ragioneria e oggi di stanza a Bollengo. Infine l’ex responsabile dei servizi sociali
Luisa Delfino trasferitasi a Genova nella sede della Regione Liguria.
Si aggiungono i pensionamenti. Quello di
Guliana Reano (ex dirigente del settore Cultura) e di
Anna De Iaco, responsabile dell’ufficio Commercio e del Suap.
Nell’elenco anche un paio
di impiegati della biblioteca (
Rosangela Gianonatti e
Gennaro Guarino),
Angelo Gianotto dell’ufficio tecnico,
Giuliano Cervino e
Antonio Nervo dell’ufficio patrimonio e un altro paio di persone di cui una all’ufficio del personale. Insomma un disastro di proporzione bibliche.
Ciliegina sulla torta il part-time concesso al segretario generale, la punizione inflitta all’ex responsabile dell’ufficio tecnico
Nedo Vinzio passato alla cultura, di cui, bontà sua, capirà poco, per non dire niente. L’altra “punizione” a
Paola Mantovani declassata da vice dirigente a semplice direttore del museo Garda. Dulcis in fundo
il sovraccarico per
Giovanni Repetto che aveva solo le scuole e adesso si occupa anche di servizi sociali e lavoro.
Quel che non c’era e adesso c’è è però un capo di Gabinetto con i controfiocchi, cioè quel Renato Lavarini chiamato dall’ex sindaco Carlo Della Pepa ad occuparsi di Unesco e che fin dal primo giorno di Sertoli ha cominciato ad interessarsi di un po’ di tutto, facendo sempre più spesso le veci del sindaco.
Liborio La Mattina