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SETTIMO. Patrimonio e una spada di Damocle da 14 milioni di euro di risarcimento

SETTIMO. Patrimonio e una spada di Damocle da 14 milioni di euro di risarcimento
Una spada di Damocle da più di 14 milioni di euro sulle spalle di Patrimonio, la società partecipata al 100% dal Comune di Settimo. Al centro della vicenda c’è una richiesta di risarcimento presentata da Cribari, nel 2019, dopo l'annullamento della gara, da 75 milioni di euro, sulle manutenzioni. Il tema, giovedì pomeriggio, è stato riproposto, in consiglio comunale, dal capogruppo della Lega, Antonio Mencobello, a margine della discussione sul bilancio consolidato. “Mi tocca - racconta - evidenziare una criticità su Patrimonio: c’è una richiesta danni da parte del gruppo Cribari, per effetto della sentenza del Consiglio di Stato che annulla il vecchio bando sugli appalti. Chiede un risarcimento da 14 milioni di euro, la Sindaca ci aveva detto che non era stata formalizzata questa richiesta, una risposta inesatta perché guardando i dati, sia nella relazione dell’amministratore sia nel bilancio di Patrimonio, la richiesta di risarcimento danni è ben evidenziata anche se indicata come infondata. Non si capisce, come mai, nel bilancio consolidato questo non venga evidenziato”. Tutto scritto, nero su bianco, anche nei documenti della partecipata. “Si segnala - scrive l’amministratore di Patrimonio nella relazione sul bilancio del 2019 - di aver ricevuto dalle società C.S.A. s.c. a r.I. e Gruppo Cribari s.r.l. una richiesta di risarcimento del danno subito in relazione all’annullamento disposto dal Consiglio di Stato della gara pluriennale per la gestione della concessione strade per un importo di Euro 14.519.781,47. A fronte di tale richiesta di risarcimento del danno che si ritiene priva di fondamento non è stato effettuato alcun accantonamento diretto in bilancio. Invece si è proceduto ad accantonare prudenzialmente un importo di Euro 175.000 per far fronte alle future spese legali per difendersi da tale richiesta ove la società Patrimonio dovesse essere in futuro chiamata in causa”. Sul tema, l’assessore alla partecipate e sindaca, Elena Piastra, ha così chiarito. “Confermo - spiega - che abbiamo ricevuto la richiesta citata da Mencobello, direttamente da Cribari ma, a quella, non è mai seguita nessuna formalizzazione legale della richiesta. Ad oggi non si è mai proceduto contro la Patrimonio”. Tutto deriva da un vecchio bando, fatto dalla passata amministrazione, che affidava, per 20 anni, la manutenzione del patrimonio urbano (85 immobili e 200 km di strade) e delle aree verdi (tramite un bando emesso da Patrimonio) a Ma.Nu per 72 milioni di euro totali.  E Ma.Nu altro non era che una società di proprietà di Patrimonio al 51% e per  il 49% in mano ad un’associazione temporanea di imprese composta dal “Gruppo Cribari” e della “Cooperativa Viridia” entrambe con uffici a Settimo Torinese. La “grana” scoppiò a fine 2017, la magistratura, infatti, sentenziò che il Gruppo Cribari e la cooperativa Viridia, non avrebbero avuto le capacità economico finanziarie per partecipare e vincere la gara. Da lì il successivo annullamento della gara e gli strascichi fino ai giorni nostri.
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