Circa 21.000 titoli, di cui i 13.000 catalogati sono di varia natura, dalla cultura generale alla narrativa, con sezioni destinate all’arte, alla grafica, all’architettura, al design, all’economia e a fondi di personalità che hanno gravitato nel modo Olivetti, tra i quali: Egidio Bonfante, Annibale Fiocchi, Domenico Tarizzo.
La premessa è che esiste unArchivio storico Olivetti con una consistenzadi film, foto, documenti, cartoline, manifesti e libri equivalente a circa 13,5 km lineari e che qualche settimana fa il presidente dell’omonima associazione Gaetano Adolfo Maria Di Tondo, in accordo con Tim e Olivetti,ha ipotizzato una soluzione che ne arriverebbe a ricollocare solamente 3,3 km, conciò risolvendo solo in parte un problema che si sta trascinando avanti da un bel pezzo, da quando cioè l’Archivio è stato sfrattato da Villa Cesana.
“Mi sa che a Ivrea sono già in campagna elettorale – commentava Di Tondoalla notizia delle preoccupazioni espresse dal consigliere comunale del Pd Andrea Benedino in un’interpellanza al sindaco del 21 maggio – Fino a prova contraria quando nel 2017 una parte dell’archivio è finito a Momo in provincia di Novara, non ho visto l’attuale consigliere comunale, ieri assessore Andrea Benedino, strapparsi le vesti… L’ho dichiarato pubblicamente all’assemblea del 30 aprile scorso. Sto lavorando, insieme a Tim e a Olivetti per riportare tutto a Ivrea anche quel che oggi è custodito altrove. Tutti i dipendenti sono informati. Abbiamo sul tappeto varie soluzioni ma prima doppiamo sentire il parere della Soprintendenza. Entro giugno saprete tutto…”.
Oggi che le soluzioni sarebbero state trovate, verrebbe da dire, “più o meno”. Ed è proprio per questo che nei giorni scorsi Andrea Benedino è tornato alla carica con una serie di domande racchiuse in un’ennesima interpellanza.
E Benedino si chiede se verrà rispettata la scadenza del 31 dicembre 2020 per la fine dei lavori di ristrutturazione della nuova sede presso una manica degli ex Magazzini Generali.Se il progetto ha ottenuto il placet della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta. E, infine, sel’Amministrazione Comunale è o meno a conoscenza dei progetti dell’Associazione Archivio Storico Olivetti per la collocazione della parte residua dei depositi e della biblioteca dell’Associazione
“Lo scorso 24 settembre - sottolinea Benedino -Di Tondo, in occasione dell’inaugurazione del Festival dell’Architettura, ha pubblicato sul sito dell’Associazione una nota in cui conferma che tutti i materialirimarranno a Ivrea all’interno del comprensorio che ospita i nuovi uffici Olivetti. Più precisamente che verrà eseguito da TIM il recupero edilizio di una manica dei Magazzini Generali di circa 650 mq, sita nel comprensorio Monte Navale fronte Palazzina Blu ex Centro Studi ed Esperienze, oggi sede di Olivetti, garantendo così la continuità storica dell’Associazione e permettendo una maggior valorizzazione del patrimonio stesso anche grazie all’utilizzo di altre strutture quali l’Auditorium di Casa Blu e le forti sinergie, progettuali ed espositive, con la prossima sede del Museo Laboratorio Tecnologicamente, sito a pochi passi, lungo via Jervis. In tali spazi saranno allocati 6 blocchi di archivi compattati ignifughi per un equivalente sviluppo di scaffalature pari a 3300 metri lineari, che garantiscono il rientro completo di quanto ora custodito altrove. Per quanto riguarda gli uffici dell’Associazione, anch’essi avranno una sede d’eccellenza, trovando collocazione presso la Mensa ICO, all’interno dello stesso comprensorio. La progettazione dell’intervento di ristrutturazione è in fase di finalizzazione per mantenere l’originaria data di fine lavori al 31 dicembre 2020, considerando nei tempi anche il percorso di approvazione da parte dei Beni Culturali, e da gennaio 2021 saranno avviate le attività di allestimento e accorpamento di tutti i materiali.”
Inutile sottolineare il ruolo strategico del Comune di Ivrea, come Socio Fondatore dell’Associazione, nella tutela di quello che è divenuto l’Archivio del Territorio, un patrimonio indispensabile per la conoscenza e la diffusione di un modello sociale, culturale e industriale.
Come aveva detto il presidente di Confindustria Patrizia Paglia lo scorso 28 maggio, riponendo piena fiducia nel Gruppo Tim “assolutamente consapevole (s’intende la Tim, ndr) che la Olivetti ha lasciato un’impronta indelebile a Ivrea e nel Canavese e il patrimonio contenuto nell’Archivio Olivetti non può che essere a Ivrea, perché la Olivetti e Ivrea sono due realtà inscindibili...”.
E peralto Paglia aveva anche auspicato “Una sede più moderna, più ampia, più adatta ad accogliere i visitatori per dare ancora maggiore rilievo al patrimonio storico e culturale della storia Olivetti e, nello stesso tempo per onorare la memoria di Adriano”.l.l.m.
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