Lo avevamo già scritto un paio di volte qualche tempo fa. Vuoi vedere che prima o poi la senatrice Virginia Tiraboschi di Forza Italia, grande amica di Alberta Pasquero, storica miltante del Pd, ci dirà che il nuovo ospedale bene si farebbe a costruirlo nell’ex sito industriale di Scarmagno?Manco fossimo delle Casssandre... E’ successo…. E’ scesa a gambe tese nel dibattito e, sulle pagine del quotidiano La Stampa. Peraltro con un tempismo eccezionale, considerando che nel Comitato ristretto dei 16 sindaci dell’Asl To4, con fatica, s’era appena finito di trovare una maggioranza intorno all’area ex Montefibre di Ivrea.TiraboschiAgente immobiliare del Fondo Preliosproprietario degli immobili ex Olivetti?
Probabilmente sì, se ci aggiungiamo che, insieme alla Pasquero, sta anche cercando di dare nuova vita a Palazzo Uffici con la Ico-Valley e che negli ex stabilimenti s’era immaginata, e ancora si immagina di costruire magazzini stile Amazon per la promozione del Made in Italy.
“Non ha nessun senso andare a collocare il nuovo presidio sanitaria in un’area impossibile da raggiungere per metà Canavese, dove esiste già il Palagiustizia… Chi amministra questo territorio deve fare i conti con il recupero delle aree industriali dismesse…”, dice e commenta, peraltro sottolineando che a Scarmagno c’è un pure un casello dell’autostrada.
E Tiraboschi ha fatto anche di più, come Bravehearth è andata a procurare battaglia incontrando il sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno che, come si sa, sull’area ex Montefibre è alquanto scettico.
“Abbiamo semplicemente scambiato delle opinioni – ci aggiorna quest’ultimo – Concordo appieno con la senatrice: perchè distruggere un’area verde se ci sono aree già edificate da riconvertire? Poteva andare bene 20 anni fa, oggi non più. Non ci sono possibilità di espansione. Ci sono solo a disposizione 30 mila metri quadri e ce ne vogliono almeno 40 mila…”.
Di rimando il sindaco di Bollengo Luigi Sergio Ricca. “A parte che l’area ex Montefibre è già dotata di tutti i servizi e pure dei parcheggi – sottolinea – Quando si parla di almeno 40 mila metri quadri si intende per un ospedale di più piani e i metri devono essere spalmati in altezza….”
Comunque, venerdì scorso, Alberto Rostagno ne ha parlato anche con i 46 sindaci del canavese in una video conferenza organizzata per portare acqua alle ragioni del primo cittadino Pasquale Mazza sulla riapertura dell’ospedale di Castellamonte, chiuso e inoccupato, nonostante l’emergenza Covid, per via dell’impianto anti-incendio non a norma (“Ci deve essere qualcos’altro – commenta Rostagno – un impianto anti-incendio lo si mette a posto con poco…”).
Tant’è! Inutile aggiungere che quest’ulteriore uscita di Virginia Tiraboschi altro non farà che spaccare e allontanare ancora di più i sindaci del Canavese da quelli dell’eporediese. E si ripeterà la storia degli ultimi 20 anni, fatta di litigate e mancate decisioni, a tutto vantaggio dell’inerzia regionale.
Di certo alcune dichiarazioni metteranno fin da subito in grosse difficoltà il sindaco Stefano Sertoli che in consiglio a Ivrea s’è sempre pronunciato a favore della candidatura della sua città a ospitare il nuovo ospedale e poi, a quanto pare, a microfoni spenti, sta con Tiraboschi e fors’anche con Rostagno… Nulla di cui stupirsi, considerando che al soggetto piace dire di sì a tutti e tante pacche sulle spalle...
L’invito al sindaco a dire a gran voce cosa ne pensa è arrivato sui social dal segretario cittadino del Pd Luca Spitale e c’è da giurarci che la vicenda terrà banco anche al prossimo consiglio comunale. Ma c’è anche un altro messaggioper lui che ha il sapore dell’avvertimnto. E’ quello del deputato Alessandro Giglio Vigna:“La location naturale del nuovo Ospedale è l’area ex Montefibre. Gli ospedali nascono nelle città, fuori da questerendono la logistica degli stessi complicata e macchinosa...”.
Addio maggioranza...?
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