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SETTIMO. Gramsci, genitori preoccupati: “Mancano troppi professori”

I genitori della scuola “Gramsci” vivono giorni di apprensione: l’emergenza sanitaria si somma alla mancanza cronica di insegnanti. Dopo mesi di didattica a distanza, tra lentezze e disagio, adesso ci sono da gestire le ore vuote prive di insegnanti. Sicuramente, altre scuole di Settimo vivono lo stesso clima di incertezza, ma in redazione hanno chiamato alcuni genitori di alunni che frequentano la “Gramsci” di via Allende 1: nessuno vuole apparire, per il timore di mettere il figlio in cattiva luce, ma hanno chiesto di dar voce al timore diffuso che la mancanza dei professori possa lasciare lacune profonde soprattutto agli studenti di terza media, ormai in vista del passaggio in prima superiore. In alcune classi mancano ancora gli insegnanti di lettere, matematica e inglese, tutte materie considerate “fondamentali”. Ore vuote, già ridotte rispetto al capitolato previsto dal Ministero dell’Istruzione, che scorrono tra un supplente e l’altro, tra un disegno passatempo ed i suggerimenti di ripassare piuttosto di non far niente.

Durante la prima riunione dell’anno scolastico, i genitori hanno raccontato le loro preoccupazioni e le esperienze negative: ragazzi che fanno lezione a singhiozzo, che aspettano in cortile per quaranta minuti, a causa dell’assenza del docente della prima ora, e che vedono alternarsi continuamente supplenti, giorno dopo giorno, senza poter cominciare un programma. E questi sono soltanto alcuni dei racconti dei genitori della scuola Gramsci, dell’Istituto Comprensivo Settimo III, terrorizzati dall’idea che un nuovo lockdown possa rallentare ulteriomente la formazione scolastica.

“È un periodo d’emergenza e ogni giorno bisogna affrontare una nuova difficoltà”.

Sono le parole del professor Massimo Sapia, dirigente scolastico del Comprensivo Settimo III.

Come sta andando a scuola?

Sicuramente è un periodo difficile da molti punti di vista. Noi stiamo cercando in tutti i modi di rispettare le normative che arrivano dal Ministero dell’Istruzione per la sicurezza dei ragazzi, dei professori e di tutto il personale della scuola, ma ogni giorno non è uguale all’altro e dobbiamo adeguarci. Stiamo collaborando moltissimo con l’ASL TO4 e con l’amministrazione comunale proprio in tal senso.

È vero che mancano molti insegnanti nella scuola “Gramsci” e che le famiglie si lamentano?

Questo è un problema atavico della scuola italiana. Non abbiamo mai avuto tutti gli insegnanti necessari dal primo giorno di scuola. E anche quest’anno, pur con tutte le problematiche dovute alla pandemia, è come gli anni passati. Bisogna aggiungere che, però, il reclutamento on-line non ha facilitato l’assunzione dei professori e poi alcuni non se la sono sentiti, per timore del contagio o altro, di lavorare a scuola. Però è vero che gli insegnanti mancano, ma cosa possiamo fare noi presidi? Ci adeguiamo e cerchiamo di garantire la didattica in sicurezza.

Alcuni genitori affermano che Lei si è proposto di sostituire gli insegnanti che devono ancora arrivare. È vero?

Assolutamente no. Io ho già tantissimo lavoro per garantire la sicurezza sanitaria nel mio Comprensivo. È vero, però, che alcune volte sono andato in classe per assicurarmi che fosse tutto in ordine e che non si creassero degli assembramenti a causa della mancanza di qualche professore. Abbiamo sempre cercato di avere tutte le classi in presenza e di far entrare i ragazzi a scuola. Ora vedremo cosa succederà.

Se ci fosse un nuovo lockdown e le scuole dovessero chiudere e andare in DDI, didattica digitale integrata, siete pronti?

Noi siamo pronti in caso di emergenza e i docenti sono formati. Inoltre le famiglie sanno cosa fare. Comunque la nostra speranza è che la scuola non chiuda per emergenza Covid, ma questo non possiamo deciderlo noi.

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