Fiato alle trombe e pure rullo di tamburi.... Ivrea si candida al titolo di “Capitale italiana del libro”, non per il prossimo anno, non c’è più tempo, ma nel 2022. Il bando del Ministero dei beni culturali è previsto a gennaio e, nei giorni scorsi, la giunta ha dato mandato all’architetto Nedo Vinzioaffinché predisponga una serie di eventi legati, oltreché al libro anche alla lettura in associazione al termine “Comunità” nella sua accezione olivettiana.
Per fare questo si confronterà e collaborerà con tutti gli attori della città e del territorio.
Gli obiettivi della candidatura sono ben spiegati nel bando 2021 pubblicato il 16 settembre scorso. E si va dal “miglioramento dell’offerta culturale, alla crescita dell’inclusione sociale” passando per il contrasto della povertà educativa. Ma si parla anche di“sviluppo della partecipazione pubblica”, di“utilizzo delle nuove tecnologie e coinvolgimento dei giovani e di altre categorie a rischio di esclusione sociale” di “innovazioni tecnologiche” di “anziani e i disabili”.
Un modo, questo per diffondere l’abitudine alla lettura e favorire l’aumento del numero dei lettori,
valorizzando l’immagine sociale del libro, come pure per promuovere la frequentazione delle biblioteche e delle librerie e la conoscenza della produzione libraria italiana, incentivandone la diffusione e la fruizione;
Insomma, il titolo, sarebbe un bel colpaccio per Ivrea non solo per le sue specificità naturali, storiche, culturali, economiche e sociali ma anche nelsolco delriconoscimento UNESCO quale “Città Industriale del XX secolo” e alla luce del recente successo rappresentato dal “Festival dell’Architettura di Ivrea – Design for the Next Community”;
“Sul nostro territorio - osserva l’assessore Costanza Casali - sono presenti soggetti legati alla filiera del libro e della lettura, che possano svolgere un ruolo significativo nell’organizzazione di un ciclo di eventi. ..”
Il Comune di Ivrea peraltro è al centro della rete di un Sistema Bibliotecario attivo dal 1978, e che comprende attualmente 70 biblioteche pubbliche di diverse dimensioni e operanti su un territorio la cui popolazione complessiva supera i 220.000 abitanti, offrendo a tutti i cittadini concrete opportunità di informazione, documentazione e promozione della lettura.
Tra i meriti che potrebbero giocare a favore di Ivrea la qualifica di “Città che legge” assegnatadal Centro per il libro e la lettura.
Nel bando per il 2021 i progetti della città assegnataria del titolo sono finanziati entro il limite di spesa di 500.000 euro e si presume che una cifra analoga possa essere messa a disposizione anche per il 2022.
Capitale del libro
L’istituzione del titolo di “capitale italiana del libro” nasce con la legge 15 del 13 febbraio del 2020 e per il 2020 è stato assegnato per la prima volta a Chiari, in provincia di Brescia, uno dei più colpiti dal Covid. Fortemente voluta dal Ministro Dario Franceschini, ricalca le orme del titolo di “Capitale italiana della cultura” o se si preferisce quello di “Capitale Mondiale del libro” assegnato tutti glianni dall’Unesco alla città (nel 2006 andò a Torino) che si è particolarmente distinta nella promozione dei libri.Liborio La Mattina
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