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SETTIMO. Un premio per aver salvato una ragazza dall’auto in fiamme

Un premio per il suo coraggio. Mentre viaggiava sul suo camion, ha visto un’auto in fiamme sul ciglio della strada. È sceso, si è avvicinato di corsa e ha visto la giovane conducente priva di sensi, sul volante. Erano le 7 di lunedì 12 ottobre. La macchina era accartocciata e bruciava, ma è riuscito comunque a rompere il vetro e l’ha tirata fuori poco prima che l’auto bruciasse completamente. Le ha salvato la vita. È questa l’incredibile storia raccontata da un settimese, Carlo Aquilia, sabato pomeriggio, nella sala giunta del Comune, davanti a tutta l’amministrazione locale. “Stavo uscendo dal mio magazzino - ha raccontato - a Lombardore e sono obbligato a passare sempre a passare dallo stesso punto. Quel giorno, ero in ritardo di 10 minuti, arrivando in fondo alla via ho visto una ragazza con lo zaino spaventata alla fermata del pullman, indicava un’auto già in fiamme”. Ed è proprio in quel momento che, Carlo, ha fermato il suo camion ed è sceso per verificare cosa stava succedendo. “Sono andato a controllare e ho visto una ragazza svenuta sul volante, l’ho chiamata ed era semi cosciente, le porte erano bloccate. Ho rotto il finestrino dietro e ho provato ad aprire la porta, ce l’ho fatta. C’era il fuoco ovunque, mi è scoppiato anche un vetro sulla schiena ma sono riuscito a sfilarla dall’auto. Poi, è arrivata l’ambulanza. I vigili del fuoco sono arrivati alle 7,29, la macchina non c’era più, era bruciato tutto”. Un gesto eroico, incredibile, quello di salvare una vita. “Ho sentito il papà della ragazza - racconta ancora Carlo - e mi ha detto che aveva male alla schiena, ora è ancora in ospedale. La ragazza mi ha chiesto di andarla a trovare quando uscirà dall’ospedale, ci andrò”. E quando la sindaca gli chiede se ha avuto paura, Carlo, risponde così. “Si, - commenta - ma non subito perché avevo l’adrenalina in circolo. Quando sono andato via, però, avevo il magone, mi veniva da piangere. È stata un’esperienza ma non potevo stare a guardare, una ragazza di vent’anni, sono cose che fai senza pensare, di istinto”. Sabato la sindaca Elena Piastra, la giunta e la presidente del Consiglio comunale hanno voluto incontrare Carlo per consegnargli una pergamena e alcuni piccoli doni, simbolo della nostra città, per i suoi quattro bambini. “Grazie mille, ma non ho fatto nulla di che”, ha detto Carlo. “Se passassimo meno tempo a guardare e più tempo a fare un gesto, molte cose cambierebbero - ha detto la sindaca - Siamo orgogliosi di avere un concittadino come Carlo, che dice di non aver “fatto niente” e invece è un esempio per tutti noi”.
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