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SAN GIUSTO. ‘Ndrangheta: dopo Volpiano anche il Comune guidato dalla Boggio si costituisce contro i boss

Si è aperto martedì 29 settembre il processo nei confronti di famiglie di élite della ‘ndrangheta calabrese. Processo che nasce dall’inchiesta Cerbero, indagine  messa in piedi dai carabinieri e dai pm della Dda Paolo Toso e Monica Abbatecola che porta alla sbarra un’ottantina tra boss e picciotti.

In aula, nell’aula bunker del tribunale a Torino, i comuni di Volpiano e San Giusto Canavese si sono costituiti parte civile contro i boss. Epicentro dell’operazione scattata 10 mesi fa proprio i due comuni rappresentati in aula dal legale Giulio Calosso incaricato dal sindaco Emanuele De Zuanne e Giosi Boggio: “Si tratta di una costituzione doverosa – ha spiegato il legale – per territori che da decenni soffrono la piaga della ‘ndrangheta e con essa subiscono una continua esposizione negativa e in relazione a fatti criminosi gravi”.

Tra gli imputati principali le famiglie Agresta e Assisi, il gotha del narcotraffico mondiale. E ora a Volpiano si accoda anche il Comune di San Giusto Canavese dove è stata confiscata la villa degli Assisi (i re del narcotraffico). Quella villa ora è stata assegnata dal comune ad un’associazione che curerà un progetto sociale.

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