Una variazione di bilancio tra le altre cose utile per spostare 40 mila euro dalla risistemazione di piazza Gioberti (anche detta piazza Maretta) alla improcrastinabile risistemazione dello stadio Pistoni, chiuso dopo il sopralluogo della commissione di vigilanza per il pubblico spettacolo. Come preannunciato, l’operazione “sposta di qua e metti di là”, in consiglio comunale, non poteva passare inosservata.
E con un investimento totale che viaggerà tra i60 e i 70 mila euro, si metterà a posto la cartellonistica e si eliminerà l’amianto.
“Non è vero che non abbiamo prestato attenzione al calcio - ha messo le mani avanti il vicesindaco Elisabetta Piccoli - Ce ne siamo occupati fin da subito e lo scorso anno abbiamo messo in pista lavori importanti sulla parte elettrica per 48 mila euro...”.
Parole al vento, fuori tempo massimo.
“Sul Pistoni si sarebbe dovuto intervenire prima - ha ribattuto il consigliere comunale Francesco Comotto - E poi togliete 40 mila euro da piazza Gioberti. Sta diventando una comica. Se non ricordo male il primo stanziamento era di 150 mila poi è sceso a 90 adesso è solo più di50. Siamo seri ...”
A sottolineare la superficialità dell’Amministrazione comunale anche il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti.“Si chiudono le stalle quando ormai i buoi sono scappati. - ha sottolineato - Condivido le perplessità del consigliere Comotto. Non si capisce bene quali siano gli obiettivi di investimento...”. Che poi peraltro Perinetti lì ci vedrebbe bene il mercatino a km zero...
La difesa manco a dirlo è toccata al sindaco Stefano Sertoli che il Pistoni lo conosce bene non foss’altro che ha presieduto la compagine eporediese prima che si fondesse con il Bollengo. Lo ha fatto distribuendo un po’ di colpe qua e un po’ di colpe là, com’è suo solito.
“C’è stata una commissione particolarmente difficile - ha raccontato - Mancava la cartellonistica per l’uscita dallo stadio ed è incredibile che manchi soprattutto quando stai aspettando la commissione di vigilanza. Se porti la macchina a fare la revisione almeno la lavi. Questo non è sicuramente imputabile al Comune. Gli amici dell’Ivrea calcio si sono affidati ad una società esterna e qualcosa non ha funzionato....”.
Altro problema: “Come per lo Zac!, anche in questo caso, presso gli uffici comunali, mancava della documentazione...”
E per sottolineare la pretestuosità dei commissari, il sindaco ha infine raccontato la storia dell’anemometro.
“Ci han detto che ci vuole - ha sintetizzato per descrivere il nervosismo di quel giorno - Ho chiesto che utilità avesse. Mi è stato detto che serve per misurare il vento. Mi chiedo: la Juventus ce l’ha?...”
E non bastava ancora. “Per poter giocarele partite che si sarebbero potute tenere a porte chiuse dietro mia autorizzazione - ha concluso - segnalo che ci è stata chiesta la presenzadi alcuni responsabili anti-incendio con patentino. Neanche alla Nasa...”
Morale, come orma tutti sanno, la società ha preferito andare a giocare da un’altra parte, con buona pace di un’Amministrazioe che oggi fa la gnorri ma avrebbe dovuto e potuto intervenire prima.
Liborio La Mattina
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