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29 Settembre 2020 - 17:37
Saranno circa 200 i settimesi che saranno impegnati nei Puc, i Progetti Utili alla Collettività, introdotti insieme al Reddito di Cittadinanza. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di attivarli prima della fine dell’anno e coinvolgerà non soltanto i singoli, ma anche i loro nuclei familiari. Settimo Torinese sarà tra i primi Comuni piemontesi ad attivare un Puc e a coinvolgere numeri consistenti. I Puc prevedono un impegno settimanale di otto ore fino ad un massimo di 16: se le persone selezionate non rispetteranno le modalità previste dal lavoro, come la presenza e l’impegno, saranno private del reddito di cittadinanza. “Il progetto - si legge sul sito governativo - potrà riguardare sia una nuova attività sia il potenziamento di un’attività esistente, ma in nessun caso le attività in esso svolte potranno essere sostitutive di quelle ordinarie né saranno in alcun modo assimilabili ad attività di lavoro subordinato o parasubordinato o autonomo”.
Quindi non sarà un “mestiere”, ma un impegno complementare da destinare alla propria città, una sorta di “restituzione” alla collettività. Per adesso ci sono 16 cittadini impegnati nei cantieri lavoro: sono stati tutti assegnati alle scuole, per le opere di sanificazione e per dare manforte alla gestione della riapertura degli istituti scolastici.
Ma cosa faranno questi settimesi che saranno coinvolti nei PUC? L’amministrazione comunale li assegnerà in parte alle scuole ed in parte ai parchi cittadini, per svolgere operazioni semplici ma di assoluta utilità, come pulizie, sanificazioni e tutto ciò che viene consentito dalle normative in atto. “In questo senso, avremmo bisogno anche di individui a cui saranno affidate le piccole manutenzioni e le operazioni di pulizia e sanificazione, in linea con quello che già avviene con i cantieri lavoro - aggiunge l’assessore Daniele Volpatto - . Saranno impegnati nelle scuole, nei parchi e anche per coadiuvare il ripristino e la pulizia delle aree ecologiche. Non è un’operazione semplice ed è anche molto costosa”.
Infatti, lo Stato stanzia una parte per attivare il progetto ma gli accessori fondamentali, come la visita medica e le assicurazioni, toccano al Comune e questa spesa, moltiplicata 200 persone, comincia ad avere un certo costo. Ogni passaggio sarà concordato con il Centro per l’impiego, per ciò che concerne il Patto per il lavoro, e i servizi sociali, per il Patto di inclusione. I dati delle persone e i progetti saranno caricati su una piattaforma su internet denominata GEPI, per la Gestione dei Patti di Inclusione sociale. “I percettori del Reddito di cittadinanza sono già stati valutati dai navigator - conclude Daniele Volpatto - . Hanno fatto un buon lavoro e stanno lavorando in maniera estremamente seria. La scelta sarà effettuata in base alle competenze dei singoli soggetti. E coloro che non si comporteranno in maniera corretta, perderanno la possibilità di avere il reddito di cittadinanza”.
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