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IVREA. Panattoni: ho scritto ad Aeg ma non mi ha risposto

IVREA. Panattoni: ho scritto ad Aeg ma non mi ha risposto

Giorgio Panattoni

Giorgio Panattoni, 83 anni, Laureato in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, ex manager alla Olivetti. Nel 1996 e poi ancora nel 2001 è stato eletto alla Camera dei deputati prima con il Partito Democratico della Sinistra e poi con i Democratici di sinistra. Successivamente allo scioglimento dei DS, nel 2007, ha aderito a Sinistra Democratica. Nel 2018, a pochi mesi dalle elezioni amministrative e subito dopo le politiche, ha fatto molto scalpore la sua decisione di non tesserarsi più nel Pd, a suo dire amministrato da una “cupola”. Oggi? Oggi faccio il pensionato... Parliamo di quella sua idea di una biblioteca nella Fabbrica dei mattoni rossi? Al tavolo di lavoro, oltre al comitato promotore, aderì il Comune, la Fondazione Cappellaro e la Fondazione Olivetti, l’Archivio storico, Confindustria e pure le Spille d’oro… Ricordo che presentammo il progetto in sala Dorata nel 2012 E poi? Poi più niente. La solita battaglia con chi la biblioteca  voleva che restasse in centro. E dire che sarebbe stata una biblioteca innovativa, come Settimo, Pesaro o Bologna, in cui c’è tutto, oltre ai libri. Oggi continuiamo ad avere un buco...  Tutto qui? Tutto qui. A Ivrea il centro è tutto. Tutto il resto è periferico. Lo è via Jervis e pure l’ex Montefibre. Glielo assicuro, senza voler fare polemica, abbiamo tempestato il comune per anni, ma tutto è caduto nel vuoto. Incredibile... Incredibile lo dico io. Como, Lecco, Biella.... sono tante le città che hanno lavorato sul proprio passato. Ivrea che davvero avrebbe una storia mondiale da raccontare è l’unica che non ha ancora fatto nulla.  Questione di soldi? Avevamo proposto al comune di andare a palare con Vodafone, con Tim e altri. I soldi li avremmo trovati. Peraltro il proprietario ci aveva anche già detto che  i locali ce li  avrebbe concessi gratis, pur di rivitalizzare l’intera area...  Insomma è andata male... I cittadini non hanno risposto e un comitato di “non eletti” non avrebbe avuto altro mezzo per farsi sentire se non quello di mobilitare la piazza. A volte le cose impossibili potrebbero diventarlo. Secondo lei l’idea è ancora attuale? Certo che lo è. E infatti, quando ho saputo che la fabbrica era stata acquista da Icona e che tra i soci di Icona c’era pure AEG ho subito scritto una lettera al presidente...Non mi ha risposto... Vabbè. Forse perchè han già progettato di metterci altro. Parliamo di incubatori d’impresa. Lì come a Palazzo Uffici con la Ico-Valley. Su questo non so che cosa dirle. Nel senso che non vorrei esprimere un giudizio troppo negativo. Non vorrei che mi si fraintendesse. Come le ho già detto sono fuori dall’arena politica. La mia esperienza mi fa però giudicare negativamente le iniziative di carattere commerciale o quelle che nascono solo se c’è il profitto. Si parla di incubatori che sono una cosa di 30 anni fa. Resto dell’avviso che si debba trovare un rapporto con l’Unesco per fare di via Jervis un centro culturale, fulcro della storia dell’Olivetti. Costruire un sito Unesco solo sulle architetture mi sembra un racconto un po’ debole. Voglio dire: non bastano i convegni. Di certo non passa da qui il rilancio turistico di una città con potenzialità immense. Le faccio un esempio. Quando s’è cominciato a parlare di un museo e di una biblioteca nella fabbrica dei mattoni rossi mi hanno scritto dei signori dalla Finlandia e dal Giappone che volevano regalarci delle macchine da scrivere. Il museo si può fare, avremmo i mezzi, oggi ce n’è in progetto uno da sottoscala. Un peccato... Si! Sarebbe stata un’iniziativa favolosa, non solo un rilancio turistico ma anche economico. Quel che mi preoccupa è che la situazione è destinata a peggiorare non certo a migliorare. Abbiamo perso troppi anni. Insomma è pessimista. Non vorrei esserlo ma basti pensare che fine ha fatto l’hotel Serra. Noi avevamo acquistato e regalato la sala cupola al Comune. Sarebbe stata una grande piazza coperta a disposizione di tutti. Fa parte del Maam, ma nessuno se ne occupa. In passato avevo anche proposto di aderire come città a “I più bei borghi d’Italia”. Sarebbe stato un modello di di sviluppo estremamente interessante. Anche questo è caduto nel dimenticatoio. Parliamo del castello? Davanti esiste un rudere che dovrebbe essere abbattuto. Se non lo si è fatto è perchè si scoprirono dei resti romanici. Una fortuna, io li avrei valorizzati. E invece? Per fortuna è partito il progetto del parco dei cinque laghi.  Però ci abbiamo messo più di un anno ad approvarlo … l.l.m.
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