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IVREA. Scritte razziste. Il sindaco all’attacco: “Le dichiarazioni del presidente dell’Anpi rasentano la calunnia..”.

IVREA. Scritte razziste. Il sindaco all’attacco: “Le dichiarazioni del presidente dell’Anpi  rasentano la calunnia..”.

Sertoli Stefano, sindaco di Ivrea

Toccategli tutto: la giunta, il suo essere un po’ così, la Lega, tutto.  Tutto ma non il vicesindaco Elisabetta Piccoli. D’altro canto come farebbe Stefano Sertoli senza di lei? Se ne sarebbe già andato a casa da mo’ impreparato com’è ad affrontare qualsivoglia problema dell’amministrazione della cosa pubblica. Morale? E’ rientrato dalle vacanze, s’è letto i giornali, ha letto e riletto la cronaca sulle “inqualificabili” scritte razziste comparse sui muri di un condominio “olivettiano”, infine, d’istinto ha affidato un “pensierino” al suo capo di gabinetto Renato Lavarini affinchè lo mettesse nero su bianco in un comunicato ai giornali. Il dito evidentemente lo ha puntato tutto sul Presidente dell’Anpi Mario Beiletti... “Purtroppo - ha stigmatizzato con la verve di lottatore di sumo, anche detti sumotori - si sono volute strumentalizzare a fini politici e di propaganda delle dichiarazioni che erano estremamente chiare, sia per quanto riguarda la gravità del gesto, sia per la necessità di intervenire affinché simili gravi episodi non abbiano a ripetersi. Sacrosanto è anche sottolineare come questo tipo di attenzione debba essere tenuta verso ogni matrice (qualunque sia il colore della vernice) di scritte, gesti e azioni che vadano a ledere la democrazia, la libertà, il civile confronto di idee che, da sempre, sono fra i principali valori della nostra città. E’ corretto ed altrettanto sacrosanto che l’Assessore al Patrimonio si preoccupi anche di quello che è il decoro cittadino...”. E non basta. Nel condannare fermamente le recenti scritte inneggianti all’odio razziale, nel ribadire piena solidarietà alle vittime di quei gesti e quelle che esaltano i periodi più bui della nostra storia, nell’impgnarsi a fare sì che questi episodi non abbiano a ripetersi, Sertoli infatti si auguro “conoscendo personalmente gli autori” di non dover più leggere dichiarazioni che, a suo die vanno ben “oltre il confronto democratico rasentano la calunnia...”.  “Resto convinto - conclude - che il confronto democratico, il rispetto reciproco costituiscano la Via Maestra contro i beceri e i violenti ( anche a parole)!” Il punto se ci si consente è però un altro ed è la strana coincidenza di eventi, ricollegabili ad una destra becera e reazionaria che da un paio di anni a questa parte, cioè da quando ad amministrare la città è arrivata la Lega, si accavallano l’uno con l’altro. Con questo non è che qui si voglia dare a tutti i costi la colpa al mansueto Sertoli o alla stacanovista Piccoli, ma qualche domanda consentitecela di fare. Per esempio su certi metodi da guerriglia inaugurati in consiglio da Anna Bono e su certe rivendicazioni parlamentari del deputato Giglio Vigna. Il discorso è lungo e complicato e probabilmente comincia proprio da alcune passate prese di posizioni sugli immigrati di colore, sui centri di accoglienza, sulla bontà di una politica in salsa eporediese che dei risultati aveva pure portato. O forse tutto questo Sertoli se lo è dimenticato? Liborio La Mattina
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