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IVREA. Scritte razziste in via Olivetti! Parla la ragazza presa di mira

Via da me i negri e le negre”, la scritta - incredibile ma vero -  è comparsa all’improvviso sui muri di un condominio al civico 26 di via Olivetti ed è qui che vive da decenni M.T., una ragazza italiana di colore, di origini straniere, figlia di uno stimato musicista del Trinidad, mancato 25 anni fa. Quando  l’ha vista lo ha subito  segnalato alla polizia mostrandogliene anche un’altra simile (“Negrara di mer…”) che è poi stata cancellata. M.T. ha anche raccontato di aver trovato un topo morto chiuso in un scatola davanti alla porta della sua cantina.   “Le scritte sono sicuramente riferite a me e non ne conosco i motivi - ci racconta - Una cosa indecente considerando che siamo nel 2020.  Posso solo dire che qui manca una cultura di base. C’è razzismo ma anche ignoranza. Non faccio nomi. Non ho visto chi è stato. Sicuramente è qualcuno che mi conosce e che mi ha preso di mira, quindi del vicinato. Ringrazio quanti mi hanno espresso solidarietà e stima: mi ha fatto piacere...” . Sulla stessa linea la madre. Il fatto parla da sé - alza gli occhi al cielo - Avevamo scelto quella casa per il suo doppio significato legato agli operai e alla Olivetti. Si parla tanto dell’Unesco, ma se i risultati sono questi occorrerà ricominciare dallo spirito di Adriano ancor prima che dagli edifici. Sono una cittadina che dal ‘68 in avanti ha sempre votato a sinistra. La denuncia per me ha un senso. Noi italiani siamo abituati a mugugnare e poi difficilmente facciamo seguire i fatti alle parole. Io non sono così e i sindaci mi conoscono...”. Senza parole Rosanna Barzan presidente del Centro Documentazione Pace Onlus che è la zia della ragazza. “Siamo di fronte - stigmatizza quasi con un groppo in gola -  ad un rigurgito terribile di cattiveria, un qualcosa di maleodorante e gratuito. Ormai la gente dai social in poi scrive cose che sottintendono tanta ignoranza. Su mia nipote dico che è una vergogna. E’ una persona che fa il suo lavoro che è tranquilla. Per certi aspetti è anche più colta di altri e con tante passioni...” . Commenti a valanga su Facebook. Uno tra i tanti, quello di Andrea Benedino, ex assessore alla cultura e consigliere comunale del Pd. “Non voglio rassegnarmi al fatto che anche nella mia città possano accadere fatti simili -  commenta  - non possiamo rassegnarci a questo clima infame fatto di intolleranza, discriminazione e prevaricazione. Tutta la mia solidarietà alla donna oggetto di questi atti vergognoso, spero in una reazione indignata di tutta l’amministrazione comunale e di tutte le forze politiche della città”. Gli fa eco il segretario del Pd Luca Spitale: “Apprendiamo che ad Ivrea sono di nuovo accaduti due fatti distinti e gravissimi che inneggiano l’uno all’odio razziale , a danno di una giovane donna, e l’altro al simbolismo nazifascista nel zona “parco della canoa”. Derubricare a “ragazzate” i due atti , minimizzare sull’accaduto sono gravi errori che non possiamo commettere . Non possono neppure essere considerati casi isolati ricordando le scritte che solo pochi giorni fa sono comparse nella zona di Via Dora Baltea. Chiediamo con forza maggior controllo sul territorio e chiediamo che tutte le forze politiche condannino senza alcuna eccezione tali fatti gravissimi.  Ivrea è antifascista, fondata da allora e per sempre, sui valori della costituzione . Nessuno osi metterlo in dubbio...”. Nelle vecchie case di via Olivetti però i residenti non vogliono essere etichettati come un condominio razzista.  “Quella scritta è lì da tempo - dicono - La donna l’ha vista a fine luglio e ha chiamato la polizia subito dopo. Qui c’è un via vai di gente, altro che zona privata e vietata ai non residenti, ci sono solo i cartelli. Tempo fa girava anche della droga”.  Una spiegazione ci sarebbe anche per i topi: “Sono stati trovati due topi, non uno soltanto, e immaginiamo che sia perché erano state messe le trappole”. Parole che lasciano un po’ di stucco. “E’ con profonda indignazione - stigmatizza il presidente della Consulta degli stranieri Gabriella Colosso - che sentiamo il dovere di coscienza di esprimere solidarietà mia personale e di tutta la Consulta Stranieri di alla Signora, fatta oggetto di scritte ingiuriose di ignobile marca razzista.  Non bisogna mai e poi mai sottovalutare l’importanza delle parole e delle gesta soprattutto il loro significato in ogni singola circostanza”, le frasi offensive e razziste sono da condannare in ogni modo. Le scritte razziste su quel muro, una casa della nostra città, la casa di una donna sono un episodio deplorevole che suscita tutta la nostra indignazione. Sono un segnale, angosciante e deplorevole, lo specchio dei tempi che stiamo purtroppo attraversando, dei “tempi cambiati”, anche della nostra città, Ivrea. Una Città da sempre impegnata nell’accoglienza, nelle battaglie per gli altri, un territorio in cui uno dei patrimoni è stato quello di essere capace di confrontarsi   attraverso il dialogo delle culture. A maggior ragione, questo atto inqualificabile, un grave segnale di imbarbarimento, un attentato alla libertà, ci deve offendere nel profondo, tutti: deve offendere questa Comunità....”. Da qui l’appello alle Istituzioni e all’Amministrazione comunale. “Faccia sentire, forte, la propria indignazione - sottolinea Colosso - ed esprima solidarietà incondizionata a chi subisce certi atti tanto vergognosi e deplorevoli. Siamo certi che Ivrea saprà isolare nei fatti e nelle singole coscienze questi atti ignobili e vigliacchi che offendono una Città che da sempre è luogo aperto alle molteplici culture e differenti fedi religiose dei sui cittadini, noi lavoreremo perché così sia!”

Ancora scritte  nazifasciste

SCRITTE NAZISTE
Dopo quella in via Dora Baltea altre scritte nazifasciste, con tanto di svastica, sono comparse al parco della canoa.  Ed è incredibile pensare che in una società come la nostra possano esistere uomini e donne che inneggiano ad un periodo della nostra storia così buio e drammatico.  La risposta a tanta stupidità sta tutta nelle parole espresse il giorno della commemorazione di Ferruccio Nazionale dal presidente Anpi Mario Beiletti: “Essere antifascisti significa amare la Libertà, la Giustizia, la Democrazia, la Pace. Significa essere solidali con chi soffre… in una parola: amare e rispettare la Costituzione nata dalla Resistenza. Alle scritte di odio di vecchi e nuovi fascisti noi rispondiamo con fermezza e serenità. Non saranno loro a strapparci le conquiste ottenute con l’impegno e la vita dei nostri Martiri...”
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