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IVREA. Anche “Cambiamo!” ha qualcosa da dire sulla “Festa del sacrificio”

IVREA. Anche “Cambiamo!” ha qualcosa da dire sulla “Festa del sacrificio”

Diego Borla

Sulla festa del sacrificio svoltasi presso il Campo Eporedia dell’Ivrea Calcio, il deputato Alessandro Giglio Vigna non è l’unico a voler intervenire “Durante la scorsa campagna elettorale - scrive il circolo di Ivrea Cambiamo! con Toti rappresentato in consiglio comunale dal presidente Diego Borla -  l’allora candidato Sindaco Stefano Sertoli ebbe a scrivere che la sua giunta non avrebbe mai dato la sua solidarietà a un clandestino che delinque, così come non l’avrebbe data a un italiano che delinque. Una affermazione che vide tutte le componenti della coalizione concordare. Ci sembra giusto ricordare oggi quel pensiero del nostro attuale Sindaco, in quanto con quel pensiero, implicitamente, sosteneva anche che chi segue le regole avrebbe trovato nell’Amministrazione un interlocutore aperto. Nulla di straordinario: è una cosa ovvia ed è quanto ci sembra sia recentemente successo a Ivrea. Persone che professano una religione non maggioritaria nel nostro Paese hanno, infatti, chiesto un luogo all’aperto per una loro cerimonia. Cerimonia che si è, poi, tenuta nel pieno rispetto delle regole. Rispetto verificato anche dalle Forze di Pubblica Sicurezza presenti come per ogni manifestazione che prevede assembramenti di molte persone. Un controllo da parte delle forze di polizia ancora più importante e necessario in questo periodo di post (?) pandemia. Di questa manifestazione  il Sindaco era stato informato e ne aveva anche parlato con le forze di maggioranza durante una riunione, che quindi ne erano a conoscenza ex ante. Visto la particolarità della manifestazione (ovvero la festa religiosa islamica “del Sacrificio”) durante la riunione di maggioranza si era deciso che sarebbe stato giusto che fosse il concessionario degli spazi richiesti (lo Stadio Pistoni) a decidere se concederli o meno, in modo da nulla imporre. Il Concessionario (giustamente, aggiungiamo noi) ha dato gli spazi e la manifestazione si è tenuta senza problemi. In effetti nulla di straordinario è successo: in fin dei conti in Italia vi è sia libertà di riunione sia libertà di culto, nel rispetto delle norme e delle leggi. Possiamo capire che alcuni cittadini non informati abbiano potuto trovare strano il “si” alla Festa Islamica del Sacrificio e il “no” alla Festa Cattolica del Patrono. Ma il si e il no derivano semplicemente dai Decreti attualmente in vigore per la crisi sanitaria che vietano manifestazioni itineranti, ma permettono quelle stazionarie. Spiegato quindi cosa è successo, chi sapeva e le decisioni prese, non resta che evidenziare che, per il circolo di Ivrea e Canavese di Cambiamo!, suonano strane le polemiche che si sono susseguite in questi giorni sui giornali e sui social: nulla di strano è successo a Ivrea e chi sostiene il contrario probabilmente non è adeguatamente informato su fatti e motivazioni...”. *** Tutto bene, salvo un particolare. Non esiste e non è mai esistito alcun accordo tra il concessionario e il Centro Islam. Esiste solo una email attraverso cui il Comune ha praticamente “imposto” all’Ivrea Calcio di mettere a disposizione il campo e il Comune può farlo perchè ha a disposizione 100 ore.  Ce lo ha dichiarato senza mezzi termini il presidente Dario Ravera Chion. O forse il gruppo “Cambiamo! con Toti” pensa che Chion abbia raccontato una balla? Ecco, noi pensiamo che la “balla” la stia raccontando il sindaco, messo sotto ricatto dal gruppo della Lega in consiglio comunale. Non sarebbe neanche la prima volta.... Liborio La mattina
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