Niente da fare per la società Gen.Co srl dell’Ingegner Valter Martinetti. La seconda sezione del Tar, presieduta dal giudice Carlo Testori ha rigettato, il 7 luglio scorso, il ricorso per “eccesso di potere” e “violazione di legge” con tanto di richiesta danni presentato dagli avvocatiVilma Aliberti e Riccardo Ludogoroff.
All’indice la costruzione di un ipermercato a marchio Novacoop sulla base di una variante semplificata presentata al Suap nel lontano luglio 2017 e poi ancora di un “Programma integrato di riqualificazione urbana” risalente al 15 maggio del 2019.
Parliamo di un’area di 13.500 metri quadri, tra corso Nigra e via Di Vittorio,proprio davanti al Movicentro, all’interno della quale si prevedeva la demolizione di due fabbricati, tra cui l’ex casa Molinario (che un tempo ospitava il centro prenotazioni unico dell’Asl To4), la realizzazione di un parco urbano di 1.300 metri quadri con tanto di percorso ciclo pedonale, una nuova piazza di fronte alla stazione e varie modifiche alla viabilità, non in ultima due rotonde. S’aggiunge, evidentemente, l’Iperstore di2.500 metri quadri.
A difendere l’operato del Comune di Ivrea gli avvocati Alessandra Golinelli e Ylenia Barban.
Due i “no”, in uno di questi, quello dell’8 giugno del 2017, si segnalava che l’opera avrebbe alternativamente potuto essere collocata in un’altra area, nei pressi dell’istituto penitenziario, giudicata“idonea” per compatibilità d’uso e indice di edificabilità”.
A dire il vero, in un primo momento il Tar aveva accolto la domanda cautelare e ordinato all’amministrazione di riesaminare l’istanza in considerazione delle opere di interesse pubblico previste nell’intervento valutando, in subordine, la possibile adozione dell’iter dell’accordo di programma.
Anche da qui la decisione di convocare un’apposita conferenza di servizi (18 aprile del 2019, per “decidere” che cosa fare. Ed è qui che i pareri negativi si sono moltiplicati. A quello del Suap si sono aggiunti quelli di Bruna Buttiglione dell’Arpa, di Lisa Accurti della Soprintendenza ai beni architettonici e Stefania Dassi del Mibac. S’aggiunge il parere negativo dell’ingegner Salvatore Scifo della Regione non tanto sulla fattibilità del progetto, quanto sull’iter messo in piedi dall’Amministrazione comunale, che non troverebbe riscontro nelle leggi regionali. Insomma tutto sbagliato. Sbagliato fare la conferenza. Sbagliata la variante semplificata avente ad oggetto un Piru (“Piano ri rigenerazione urbana”). Sbagliato non ricorrere ad una varianteordinaria di iniziativa privata con contestuale modifica del piano regolatore. Sbagliato parlare di “interesse pubblico”.“E se il Comune ritenesse di proseguire con la predetta variante semplificata, ciò verrebbe ritenuto in violazione della legge urbanistica regionale…” aveva messo nero su bianco Scifo.
Schiaffi sonanti che han sicuramente fatto male all’Ufficio tecnico (va a a sapere quanto ci abbia mai creduto) e alla politica che aveva benedetto mesi e mesi di “fuffa cosmica”.
S’aggiunge, anzi no, lo aveva aggiunto Stefania Dassi del Mibac che l’area oggi ricade completamente all’interno della Buffer Zone e della Core Zone UNESCO, tutelate nel PRGC come tessuti olivettiani polifunzionali (TSM3). Ergo? C’è un “piano paesaggistico” da rispettare e, in particolare, è necessario garantire il mantenimento dell skyline riconducibile al 1950.
Insomma, povero Valter Martinetti. Quasi impossibile credere che ci siano voluti tre anni per capire quale procedura utilizzare. Lo avesse saputo prima avrebbe evitato di spendere più di due milioni, di cui una parte per l’acquisto del parcheggio da Olivetti Multiservices.
Morale?
Con l’approvazione in Consiglio Comunale della “Proposta Tecnica del Progetto Preliminare della Variante Generale del Piano Regolatore” lo stop definitivo al progetto sembra inossidabile.
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