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Ivrea dice sì alle azioni di Trm. Una speculazione finanziaria?

Ivrea dice sì alle azioni di Trm.  Una speculazione finanziaria?

Francesco Comotto in consiglio comunale

Come preannunciato il consiglio comunale riunitosi mercoledì scorso in streaming ha autorizzato SCS all’acquisto di azioni ordinarie di TRM Spa, la società che gestisce l’inceneritore del Gerbido. Parliamo delle azioni messe in vendita dalla Città di Torino. Nell’elenco dei compratori oltre a SCS (Società Canavesana Servizi) che metterà sul piatto più o meno un milioncino, anche l’ACEA con un altro milioncino, poi il CIDIU di Collegno (3 milioni), il Covar 14 di Moncalieri (1,5 milioni) e il Cados di Collegno (un milione). Le azioni valgono circa 2 euro l’una e tornano in vendita per la seconda volta, dopo l’asta dello scorso autunno andata deserta.  Torino ci riprova alla non più tanto disperata  ricerca di denaro liquido, visto che ha appena portato a casa più di 100 milioni di euro dalla vendita di azioni in Sita, una concessionaria autostradale. Con questi soldi riipianerà un debito da 80 milioni di euro che zavorra le casse del Comune. Sei mesi fa la base d’asta era stata fissata in circa 38 milioni di euro per il 17,35 per cento delle quote ed era arrivata un’unica offerta, quella di Iren Spa ritenuta troppo bassa. Oggi, dopo la relazione del perito nominato dal Tribunale, le quote verranno messe in vendita a 30,5 milioni, quasi 8 milioni di euro in meno rispetto  alla volta scorsa. A far muovere i sindaci dell’eporediese in questa direzione, secondo l’assessore Giuliano Balzola, c’è sicuramente il desiderio di poter contare qualcosa di più in una società che di fatto smaltisce i rifiuti di tutto il Piemonte. S’aggiunge la redditività dei titoli che si aggira attorno all’11 per cento.  “Scs – si sono giustificati in molti – ha accantonato nel corso degli anni più di 6 milioni di euro per l’ammortamento degli impianti, investirne uno non sarà un problema…” Per la cronaca Trm Spa (Trattamento rifiuti metropolitani) è  la società del Gruppo Iren che ha progettato, costruito e, attualmente, gestisce il termovalorizzatore della Città Metropolitana di Torino. Parliamo di un’azienda a capitale misto: l’80% delle azioni è detenuto da Iren Ambiente S.p.A. (interamente controllata da Iren S.p.A.) ed il 20%  da soci pubblici tra cui tutti i comuni facenti parti del Consorzio di Bacino 16, da Chivasso a Settimo passando per Leini, Borgaro e Volpiano e, non il ultima, il Comune di Torino che, per l’appunto, detiene il 18,35% delle azioni e oggi vuole vendere il 17,35%. Una decisione amara considerando che per la Città di Torino, significa rinunciare ai dividendi. Nel 2017 nelle casse del Comune di Torino è arrivata una cedola di 3,47 milioni, piccola parte di quei 19 milioni complessivi di utili. Per il 2018 parliamo di 3,843 milioni su 22.  Non tutti sono d’accordo “Avrei preferito parlare di politica dei rifiuti - ha commentato Francesco Comotto - L’incenerimento non è una delle opzioni a cui noi ambiremmo. Ricordo la battaglia contro il secondo impianto a Borgofranco, nell’ex area Alga.  Ci viene detto che si acquistano le quote perchè il pubblico possa avere voce in capitolo... Puoi capire quanto vale il 6%.  Questa è una semplice speculazione finanziaria fuori da ogni logica di politiche pubbliche. Compito delle amministrazioni è erogare dei servizi non certo fare utili con i soldi con cui i cittadini pagano la tassa rifiuti.  Ci spiace ma abbiamo una diversa visione del mondo. Sono un idealista e continuerò a rimanerlo. O si perseguita la politica delle 3 R o quella dell’inceneritore...”. A difendere l’operazione tutto il Pd unito e compatto non foss’altro che in parte porta la firma del capogruppo Maurizio Perinetti nella sua veste di Presidente del CCA (Consorzio Canavesano Ambiente). “Condivido le premesse di Comotto ma non le conclusioni - ha sintetizzato Fabrizio Dulla - Che ci sia un controllo anche affievolito, io lo ritengo positivo. Tutti noi crediamo nella riduzione del rifiuto però tutti ci dicono che arrivati all’85 è difficilmente comprimibile. Peraltro a me non scandalizza che una società privata faccia utili...”. In coda l’assessore Giuliano Balzola: “A Ivrea siamo al 62 per cento di raccolta differenziata. Da statuto nel cda di Iren due posti spettano alle Amministrazioi pubbliche...”. 
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