Come preannunciato il consiglio comunale riunitosi mercoledì scorso in streaming ha autorizzato SCS all’acquisto di azioni ordinarie di TRM Spa, la società che gestisce l’inceneritore del Gerbido.
Parliamo delle azioni messe in vendita dalla Città di Torino.
Nell’elenco dei compratori oltre a SCS (Società Canavesana Servizi) che metterà sul piatto più o meno un milioncino, anche l’ACEA con un altro milioncino, poi il CIDIU di Collegno (3 milioni), il Covar 14 di Moncalieri (1,5 milioni) e il Cados di Collegno (un milione).
Le azioni valgono circa 2 euro l’una e tornano in vendita per la seconda volta, dopo l’asta dello scorso autunno andata deserta.
Torino ci riprova alla non più tanto disperataricerca di denaro liquido, visto che ha appena portato a casa più di 100 milioni di euro dalla vendita di azioni in Sita, una concessionaria autostradale. Con questi soldi riipianerà un debito da 80 milioni di euro che zavorra le casse del Comune.
Sei mesi fa la base d’asta era stata fissata in circa 38 milioni di euro per il 17,35 per cento delle quote ed era arrivata un’unica offerta, quella di Iren Spa ritenuta troppo bassa.
Oggi, dopo la relazione del perito nominato dal Tribunale, le quote verranno messe in vendita a 30,5 milioni, quasi 8 milioni di euro in meno rispettoalla volta scorsa.
A far muovere i sindaci dell’eporediese in questa direzione, secondo l’assessore Giuliano Balzola, c’è sicuramente il desiderio di poter contare qualcosa di più in una società che di fatto smaltisce i rifiuti di tutto il Piemonte. S’aggiunge la redditività dei titoli che si aggira attorno all’11 per cento.“Scs – si sono giustificati in molti – ha accantonato nel corso degli anni più di 6 milioni di euro per l’ammortamento degli impianti, investirne uno non sarà un problema…”
Per la cronaca Trm Spa (Trattamento rifiuti metropolitani) èla società del Gruppo Iren che ha progettato, costruito e, attualmente, gestisce il termovalorizzatore della Città Metropolitana di Torino.
Parliamo di un’azienda a capitale misto: l’80% delle azioni è detenuto da Iren Ambiente S.p.A. (interamente controllata da Iren S.p.A.) ed il 20%da soci pubblici tra cui tutti i comuni facenti parti del Consorzio di Bacino 16, da Chivasso a Settimo passando per Leini, Borgaro e Volpiano e, non il ultima, il Comune di Torino che, per l’appunto, detiene il 18,35% delle azioni e oggi vuole vendere il 17,35%.
Una decisione amara considerando che per la Città di Torino, significa rinunciare ai dividendi. Nel 2017 nelle casse del Comune di Torino è arrivata una cedola di 3,47 milioni, piccola parte di quei 19 milioni complessivi di utili. Per il 2018 parliamo di 3,843 milioni su 22.Non tutti sono d’accordo
“Avrei preferito parlare di politica dei rifiuti - ha commentato Francesco Comotto - L’incenerimento non è una delle opzioni a cui noi ambiremmo. Ricordo la battaglia contro il secondo impianto a Borgofranco, nell’ex area Alga.Ci viene detto che si acquistano le quote perchè il pubblico possa avere voce in capitolo... Puoi capire quanto vale il 6%.Questa è una semplice speculazione finanziaria fuori da ogni logica di politiche pubbliche. Compito delle amministrazioni è erogare dei servizi non certo fare utili con i soldi con cui i cittadini pagano la tassa rifiuti.Ci spiace ma abbiamo una diversa visione del mondo. Sono un idealista e continuerò a rimanerlo. O si perseguita la politica delle 3 R o quella dell’inceneritore...”.
A difendere l’operazione tutto il Pd unito e compatto non foss’altro che in parte porta la firma del capogruppo Maurizio Perinetti nella sua veste di Presidente del CCA (Consorzio Canavesano Ambiente).
“Condivido le premesse di Comotto ma non le conclusioni - ha sintetizzato Fabrizio Dulla - Che ci sia un controllo anche affievolito, io lo ritengo positivo. Tutti noi crediamo nella riduzione del rifiuto però tutti ci dicono che arrivati all’85 è difficilmente comprimibile. Peraltro a me non scandalizza che una società privata faccia utili...”.
In coda l’assessore Giuliano Balzola: “A Ivrea siamo al 62 per cento di raccolta differenziata. Da statuto nel cda di Iren due posti spettano alle Amministrazioi pubbliche...”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.