La Città di Torino mette in vendita le azioni possedute in TRM, la società che gestisce l’inceneritore del Gerbido? Nessun problema. A comperarle saranno i sindaci della Città metropolitana, attraverso i propri consorzi o le proprie aziende municipalizzate.
Nell’elenco dei compratori anche SCS (Società Canavesana Servizi) che metterà sul piatto più o meno un milioncino, un altro milioncino lo tirerà fuori l’ACEA. Poi il CIDIU di Collegno (3 milioni), il Covar 14 di Moncalieri (1,5 milioni) e il Cados di Collegno (un milione).
Nell’eporediese i consigli comunali, in occasione dell’approvazione degli equilibri di bilancio, stanno già portando in discussione le delibere per dare sostegno all’operazione e il 30 luglio è in programma l’assemblea che darà il via all’acquisto.
Le azioni del termovalorizzatore del Gerbido (valgono circa 2 euro l’una), tornano in vendita per la seconda volta, dopo l’asta dello scorso autunno andata deserta.
Torino ci riprova alla non più tanto disperataricerca di denaro liquido (ha appena portato a casa più di 100 milioni di euro dalla vendita di azioni in Sitaf) per ripianare un debito da 80 milioni di euro che zavorra le casse del Comune.
Sei mesi fa la base d’asta era stata fissata in circa 38 milioni di euro per il 17,35 per cento delle quote. Era arrivata un’unica offerta quella di Iren (già socio dell’inceneritore con l’80 per cento delle quote) ma era stata ritenuta troppo bassa.
Oggi, dopo la relazione del perito Paolo Vernero, nominato dal Tribunale, le quote verranno messe in vendita a 30,5 milioni, quasi 8 milioni di euro in meno rispettoalla volta scorsa.
A far muovere i sindaci dell’eporediese in questa direzione c’è sicuramente il desiderio di poter contare qualcosa in una società che di fatto smaltisce i rifiuti della provincia in regime di monopolio. S’aggiunge la redditività dei titoli che si aggira attorno all’11 per cento.
“Scs - dicono - ha accantonato nel corso degli anni più di 6 milioni di euro per l’ammortamento della discarica, investirne uno non sarà un problema...”
Per la cronaca Trm Spa (Trattamento rifiuti metropolitani) èla società del Gruppo Iren che ha progettato, costruito e, attualmente, gestisce il termovalorizzatore della Città Metropolitana di Torino.
Parliamo di un’azienda a capitale misto: l’80% delle azioni è detenuto da Iren Ambiente S.p.A. (interamente controllata da Iren S.p.A.) ed il 20%da soci pubblici tra cui tutti i comuni facenti parti del Consorzio di Bacino 16, da Chivasso a Settimo passando per Leini, Borgaro e Volpiano e, non il ultima, il Comune di Torino che, per l’appunto, detiene il 18,35% delle azioni e oggi vuole vendere il 17,35%.
Una decisione amara considerando che per la Città di Torino, significa rinunciare ai dividendi. Nel 2017 nelle casse del Comune di Torino è arrivata una cedola di 3,47 milioni, piccola parte di quei 19 milioni complessivi di utili. Per il 2018 parliamo di 3,843 milioni su 22.
Ah già! Dimenticavamo di dire una cosa. Tra chi più di altri si è fatto promotore e gran sostenitore dell’operazione #compriamoTrm c’è Maurizio Perinetti presidente del CCA (Consorzio Canavesano Ambiente) nonchè capogruppo del in consiglio comunale.
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