Il sindaco di Torino Chiara Appendino per la presidenza di TRM, la società proprietaria dell’inceneritore del Gerbido, avrebbe voluto proprio lei e usiamo il condizionale non foss’altro che la nomina è stata al momento congelata in attesa di capire i limiti posti dalla Legge Madia.
Lei è, tenetevi alla sedia, Maria Maddalena Vietti Niclot, 45 anni, dal 2006 presidente di Scs, la municipalizzata che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti in 57 comuni dell’eporediese.
Secondo l’articolo 7 del decreto legislativo 39 del 2013, infatti, non può essere designato in un ente pubblico (quale è Trm) chi è stato “presidente o amministratore di ente in controllo pubblico provinciale o comunale nell’ultimo anno”.
In ogni caso. per i meno informati, Maria Maddalena Vietti Niclot non è una qualsiasi, come ben si evince dalla lettura del suo curriculum e dalla recente sponsorizzazione (con polemica) da parte di SCS di un festival musicalea Ivrea organizzato da alcuni amici della Lega.
Tra le esperienze lavorative indicate nel curriculum c’è l’incarico di esperta della commissione ambiente della Camera presieduta dal deputato leghista Alessandro Benvenuto molto legato all’assessore regionale Fabrizio Ricca. S’aggiungono i risaputi buoni rapporti con l’ex leghista Alessandro Albano. Insomma una nomina politica con il timbro della Lega.
Peccato per lei che proprio la presidenza di SCS sia di impedimento alla ben più importante presidenza di TRM. “Congelata” è la parola utilizzata dalla sindaca di Torino e dal cda di Trm.
Sulla questione è intervenuto il vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Torino Enzo Lavolta (Pd), secondo cui “questa nomina (mancata) che sarebbe stata suggerita e richiesta dalla Lega alla sindaca Appendino, conferma che non solo il ciclo integrato dei rifiuti non è governato ma è oggetto di spartizione di poltrone, senza una visione d’insieme e di attenzione al territorio”.
Insomma presidente per 48 ore o poco più.
Una situazione a dire poco ridicola. E si racconta che durante il cda di venerdì scorso (oggi le comiche), ad un certo punto, qualcuno avrebbe chiesto a Vietti Niclot, collegata via Skype dall’estero, di staccare il collegamento dao che la sua presenza avrebbe potuto inficiare la nomina del nuovo amministratore delegato, Claudio Mazzari. Capita tutto questo, guarda un po’, in un momento molto delicato con il comune di Torino che ha messo in vendita il 17 per cento dell’azienda posseduta per l’80 per cento da Iren e la Regione Piemonte che quasi quasi vorrebbe comprarlo per fare asse con la Liguria dentro Iren.
“Da un lato abbiamo assistito a una criminalizzazione esasperata e inutile del termovalorizzatore da parte del M5s - batte i pugni sul tavolo Lavolta - dall’altra, con l’insediamento della nuova giunta di centrodestra in Regione, alle roboanti e quotidiane dichiarazioni di interesse su Iren. Registriamo, però, che l’unico ad aver chiara una idea industriale e di sviluppo nel settore ambientale è il presidente della Liguria Toti. A questo punto monitoreremo con ancora più attenzione le scelte industriali del gruppo, a partire dall’inutile acquisizione di Sorgenia, che non produce alcun beneficio per il nostro territorio”.
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