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IVREA. Lisa, forse Gino, boh non so... Casali: “Mi hanno offesa...”

Avete presente l’attrice Franca Valeri nei celebri sketch della “Signorina snob”? Correvano gli anni 60 e  70 o giù di lì? Ecco l’altra sera, al consiglio comunale in videoconferenza è parso quasi di risentirla: “Lisa.... Non mi ricordo più come si chiama... Gino... Vabbè. Non importa...”. Dieci e lode per l’impeccabile interpretazione all’assessore Costanza Casali finita sul banco degli imputati per mano delle Opposizioni, proprio lei che di mestiere fa l’avvocato. Il castello accusatorio? Tutto concentrato sull’estate che non c’è e sul mancato accordo con l’associazone Rosse Torri. [embed]https://www.youtube.com/watch?v=DJr-UmZPhFk[/embed] “Ho ricevuto la delega il 6 marzo - si è affrettata a precisare - due giorni dopo l’Italia era in lokdown....”. Da lì fino al 15 giugno quando il Governo e la Regione hanno dato il via libera agli spettacoli, il tempo non è stato poco ma tutto utilizzato per altro. “Si sono presentati in Comune, senza alcuno spirito collaborativo - ha denunciato Casali -  La prima volta senza progetto, la seconda con un programmo sommario. Abbiamo accordato un contributo di 11 mila euro, identico all’anno precedente. Loro ne hanno chiesti 24 mila....”.  Una somma che avrebbe limitato ulteriormente i soldi previsti dal bando pubblicato nei giorni scorsi, che è poi l’unico in programma quest’anno per richiedere un contributo, considerando che a causa della pandemia uno è saltato. Insomma “Ivreaestate” sarebbe stata considerata una manifestazione “straordinaria” insieme all’Ivrea Jazz Festival e a “La Grande Invasione”. “Quando ho chiesto di poter visionare il programma mi è stato detto che l’assessore avrebbe avuto una ingerenza inaccettabile - ha inforcato Casali - Un assessore ha il diritto e il dovere di visionare la proposta. I toni si sono alzati. La Signora, non mi ricordo più come si chiama Lisa... forse Gino.... Vabbè non importa. Mi ha detto che avevo schemi mentali tali per cui non riuscivo a capire. Insomma mi ha dato della deficiente o della limitata. E’ dovuto anche intervenire il sindaco per chiedere di  abbassare i toni....” E poi ancora.... “Abbiamo sentito anche altre associazioni e abbiamo scoperto che per loro non era previsto alcun cachet e non erano neanche a conoscenza di Rossetorri...  Quello che voglio dire è che non siamo stati a guardare il soffitto. Avevamo emergenze più gravi. C’erano dei morti e c’era il Covid. Più di così no so che cosa avremmo potuto fare. ..”. Insoddisfatto per la risposta il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti ha parlato di “dialogo tra sordi.” “Il problema è il risultato - ha sintetizzato. Ci sarebbe stato uno spettacolo ogni due giorni per tre mesi e invece ci sarà solo qualcosa a fine agosto e inizi settembre. E’ la prima volta che succede una cosa così dopo 30 anni.  Quando si creano fratture le ragioni non sono mai solo da un parte, L’assessorato avrebbe dovuto  mettere le associazioni intorno ad un tavolo per costruire un cartellone e non lo ha fatto ...” In completo disaccordo anche Francesco Comotto (“per il metodo, per la soggettivizzazione dello scontro politico...”) e pure il grillino Massimo Fresc che fino a qui, nei confronti della maggioranza era stato uno dei più comprensivi. “Giudico la risposta inadeguata - ha stigmatizzato - Quella di Rossetorri era una proposta a cui la città era affezionata. Si sarebbe trattato di 44 eventi. La richiesta era di 24 mila euro trattabili. Ne avete offerti 11 ma è evidente che quest’anno ci sarebbero stati dei costi aggiuntivi, per i posti a sedere limitati anche nelle serate a pagamento. Nella motivazione dell’assessore c’è un pregiudizio e uno spirito autoritario e provinciale che se già vista con lo Zac. Speravamo che la nuova giunta portasse acqua nuova non che andasse a reprimere quello che già c’era. Questa cosa ha cambiato il nostro modo di stare in questo consiglio comunale...”. Insomma, alla fine, se proprio vogliamo, una morale c’è anche qui. Questa storia di IvreaEstate  ha finito con il ricompattare tutta l’opposizione. Ci sono voluti due anni e ne mancano meno di tre alle prossime elezioni.
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