Lorenzo Ardissone se ne va con la coda tra le gambe. Lascia la direzione generale dell’Asl To4 in anticipo rispetto alla scadenza del mandato programmata a maggio del prossimo anno. Una decisione “sua”, che era nell’aria e che è stata comunicata all’assessore regionale alla sanità
Luigi Genesio Icardi con una email. “
Ho maturato l’età per andare in pensione dal 1° di ottobre...”, avrebbe più o meno scritto ma pare ci sia già una mediazione per una buonuscita anticipata di due mesi.
Che sarebbe successo qualcosa, che le dimissioni sarebbero potute arrivare a stretto giro e, soprattutto che il nome del manager (nominato ai tempi in cui in Regione sedeva
Sergio Chiamparino) fosse nella lista dei dirigenti da sostituire, insieme al direttore dell’Asl di Vercelli, lo sapevano un po’ tutti.
Ci voleva una motivazione valida ed è arrivata puntuale come un treno svizzero.
A dargli la spallata il disavanzo di 24 milioni e 848 mila euro nel bilancio aziendale 2019 (era di 18 milioni e 900 mila nel 2018 e di poco più di 3 milioni nel 2017) a cui si è aggiunto il voto di astensione dell’intera assemblea dei sindaci riunitasi qualche giorno prima
a Ivrea.
“Sì –
ci aveva detto qualche ora dopo l’assessore regionale
Luigi Genesio Icardi – c
redo che Ardissone si dimetterà. Me lo ha fatto capire. Ha raggiunto gli anni per andare in pensione…. Comunque se io fossi al posto suo, dopo la sfiducia espressa dai sindaci l’altro giorno, avrei fatto lo stesso ragionamento”.
A giocare a suo sfavore anche la gestione della pandemia. Mesi difficili tradotti in una lettera firmata da 32 sindaci del chivassese, in cui, in piena emergenza, gli si chiedeva un «cambio di passo». E fu per quella lettera che la Regione decise di affiancarlo con un commissario,
Angelo Testa, medico di famiglia a Castellamonte.
Sul conto consuntivo
qualcuno avrebbe
voluto la “bocciatura”
76 sindaci astenuti su 76. E’ successo all’assemblea politica dell’Asl convocata al teatro Giacosa di Ivrea per l’approvazione del conto consuntivo. E’ successo e non era mai capitato prima…
Bocciato anche l’aumento dell’indennità del direttore del 20% (prende circa 130 mila euro all’anno).
Sotto sotto il malcelato malcontento per una gestione del Covid (costata 6 milioni e 600 mila euro sul 2020) che li ha praticamente tagliati fuori. In balia di notizie che andavano e venivano, di emergenze sottaciute e di crisi di tutti gli ospedali del territorio che non s’erano mai viste.
Per alcuni la gestione avrebbe fatto
acqua da tutte le parti. E continua ad esserci acqua nelle risposte sul futuro, per esempio sull’ospedale di Lanzo (è solo stata annunciata la riapertura del Pronto Soccorso dal 1 agosto), per esempio su quello di Settimo Torinese (l’assemblea di SAAPA ha nominato il nuovo amministratore delegato), per esempio sul nuovo ospedale di Ivrea. E poi su tutto il resto con concorsi che non si fanno, infermieri che non ci sono eccetera, eccetera, eccetera. A nulla è servito il tentativo del sindaco di Bollengo
Luigi Sergio Ricca per un rinvio di un mese del voto alla disperata ricerca di un contatto con la giunta regionale.
“Non c’è l’abbiamo con il direttore Lorenzo Ardissone”, aveva puntualizzato a fine serata. E sicuramente lui non era nell’elenco di quei sindaci che qualche giorno prima avevano già deciso di votare “no” al conto consuntivo su suggerimento dei tanti parlamentari e consiglieri della Lega in Canavese, bramosi di occupare l’Asl To4 con un proprio uomo
Di fatto è già tempo per il il toto-successore che sarà qualcuno vicino alla Lega, almeno in teoria della corrente “eporediese” che può contare sulla bellezza di un senatore (
Gianfranco Pianasso), di due deputati (
Alessandro Giglio Vigna e
Alessandro Benvenuto) e di tre consiglieri regionali (
Andrea Cane, Claudio Leone e Mauro Fava). Fuori dai giochi (per sua stessa ammissione) il torrazzese
Gianluca Gavazza. Non è poi così certo che abbiano così tanta voglia di restare a guardare i due potenti deputati azzurri
Claudia Porchietto e
Carlo Giacometto o il senatore
Virginia Tiraboschi.
Qualche nome?
Di nomi per il momento non se ne fanno, ma c’è già un elenco e non si potrà che attingere da quello. E si comincia con
Flavio Boraso, un ritorno al passato considerando che è già stato direttore della To4 e attualmente dirige la To3. Si aggiunge
Giovanni La Valle, altro ex direttore sanitario della to4 e recentemente nominato commissario della Città della Salute. Infine
Franco Ripa, responsabile regionale della programmazione sanitaria, quindi un pezzo davvero grosso. Sia La Valle che Ripa, peraltro sono nell’organigramma della To4.
Liborio La Mattina