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17 Giugno 2020 - 22:42
“Ho finito adesso con un’nfermiera - ci racconta - Sto fissando gli appuntamenti e non lascerò indietro nessuno ...”.
Un modo per riprendere ma anche per non dimenticare una quarantena che ci ha segnato tutti.
“Il mio fidanzato - va a ruota libera - lavora al pronto soccorso di Biella. Tutti i giorni mi raccontava quel che stava succedendo. E io oggi so, che cosa significa la disperazione, il dolore per la perdita dei propri cari. Soprattutto l’importanza di un ospedale....”.
E lo sa anche perché in ospedale e con il Covid ci è finito pure il papà Salvatore insegnante in pensione di educazione tecnica e artistica alle scuole medie di Ciriè.
Suo il disegno del volantino attraverso cui Laura ha lanciato l’iniziativa.
“Anche lui mi ha raccontato tutto quello che ha visto - aggiunge commossa Laura - Anche per questo mi sono decisa a fare qualcosa nel mio piccolo. Ho pensato: non sono ricca, non posso fare donazioni, però posso mettermi a disposizione e fare quello che so fare....”
Insomma non un semplice atto di generosità, ma la fatica del proprio lavoro
“L’iniziativa - coclude - non ha una scadenza. Il centro è aperto a tutti, anch agli uomini ...”.
E gli applausi a scena aperta glieli facciamo anche noi...Edicola digitale
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