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05 Giugno 2020 - 18:30
Ognuno celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente a modo suo: mentre a Torino la Città Metropolitana boccia l’ampliamento della discarica di località Fornace Nigra, a Torrazza il sindaco Massimo Rozzino estromette dalla giunta la vicesindaca Marinella Bracco, che pochi giorni fa in consiglio comunale aveva espresso un voto “ambientalista” votando contro lo smarino.
Il paradosso è che in consiglio la signora Bracco è stata l’unico membro della giunta a mantenere l’impegno preso con gli elettori l’anno scorso: l’impegno a battersi contro lo smarino. Invece il sindaco Rozzino e l’assessore Raffella Lisa hanno votato a favore e quindi hanno tradito l’impegno preso con i torrazzesi. Chi dovrebbe oggi essere fuori dall’amministrazione? Chi ha disatteso il mandato elettorale o chi lo ha onorato? Non dovrebbero essere Rozzino e Lisa a dimettersi per il loro clamoroso voltafaccia, essendo passati in pochi mesi da No smarino al SÌ smarino?
Eppure il decreto, datato 5 giugno, con il quale il sindaco revoca le deleghe a Marinella Bracco, fa proprio riferimento al voto sullo smarino della settimana scorsa. Scrive infatti il sindaco che le divergenze di vedute più volte manifestate negli ultimi mesi da Marinella Bracco sono sfociate nel consiglio comunale del 29 maggio, nel quale “la stessa… in occasione di due votazioni ha espresso il suo voto in maniera difforme rispetto a quello della maggioranza consiliare, pertanto in palese disaccordo con la stessa maggioranza”. Col suo voto “No smarino” Marinella Bracco, prosegue il sindaco, ha messo “in cattiva luce l’operato del sindaco e di tutti gli altri consiglieri di maggioranza” …
Veramente il sindaco e i consiglieri che gli sono rimasti fedeli si sono messi in cattiva luce da soli: nella campagna elettorale nel maggio 2019 avevano promesso battaglia contro la “scellerata” eventualità della deponia dello smarino a Torrazza, e poi si sono arresi allo smarino appena pochi mesi dopo, già nell’ottobre 2019 e poi in dicembre e infine nel consiglio del 29 maggio.
Al posto della signora Bracco il sindaco ha nominato Alberto Baesso: anche lui ha mancato alla promessa fatta agli elettori, e invece di dimettersi ottiene in premio il grado di vicesindaco, le deleghe, e i 250 euro mensili di indennità di carica.
Tutto questo succede a Torrazza nel giorno in cui tutto il mondo celebra la Giornata dell’Ambiente.
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