Nel fine settimana è andata in scena anche la consegna del “fresco”, 4 chili di frutta e circa 3 chili di verdura per le 850 famiglie che avevano richiesto il cesto alimentare nelle scorse settimane. Un obiettivo raggiunto grazie ad un accordo sottroscritto dai commercianti ambulanti settimesi e dall’assessore al commercio, Chiara Gaiola. “La scelta politica - spiega - è stata quella di utilizzare i pacchi, per la parte degli alimenti freschi abbiamo deciso come funzione di stimolo all’economia locale di rivolgerci ai mercati, tutta l’operazione è stata condotta da Fondazione Comunità Solidale. È stata diramata una lettera ad ogni ambulante del sabato e siamo poi stati contattati da due banchi, uno per la frutta e uno per la verdura. Penso che sia un’importante funzione di stimolo del territorio. Saranno consegnati prodotti di stagione che coprono il fabbisogno delle famiglie in difficoltà. L’assessorato al commercio ha accompagnato la Fondazione che ha condotto il progetto”. Il Comune, la scorsa settimana, aveva già completato la consegna della spesa (pasta, biscotti, prodotti per l’igiene personale) nelle case dei settimesi colpiti dall’emergenza coronavirus.
È un aiuto stabilito dal Governo (261 mila euro per Settimo) che nasce per ovviare alle difficoltà provocate dall’epidemia che hanno colpito tutte le famiglie, generando in molte case criticità che nessuno poteva prevedere. Per ottenere i pacchi alimentari i cittadini in difficoltà hanno dovuto compilare un modulo per autocertificare la condizione di disagio.
Nel frattempo, la prossima settimana, ripartirà anche la consegna del secco con un nuovo giro. “Abbiamo aggiudicato la nuova gara - spiega l’assessore al sociale, Angelo Barbati -, dovrebbero consegnare in settimana, ci andranno 3-4 giorni per preparare i pacchi e dovremmo andare in consegna per fine aprile. Saranno pacchi diversi, con ragù pronti, ci saranno cose nuove, anche per quanto riguarda l’igiene personale e abbiamo rimesso le cose che potevano essere già finite”. I nuovi pacchi, rispetto ai precedenti, vedranno al loro interno anche prodotti come miele e marmellata. Completato il secondo giro di secco, poi, ci sarà anche il secondo passaggio del fresco, ai primi di maggio.
Nel frattempo, poi, si sta lavorando anche per far arrivare nelle case dei cittadini prodotti più deperibili, parliamo di carne, pesce e formaggio. Prodotti che hanno bisogno di specifiche aree refrigerate per essere conservate. Ed è proprio per questo che il Comune potrebbe scegliere una strada diversa per questo tipo di prodotti. “Stiamo pensando ad una serie di cose - spiega Barbati - o ad una card o ad un accordo con un caseificio per esempio per quanto riguarda i formaggi. È evidente che noi non abbiamo la possibilità di conservare prodotti del genere. Un conto è il secco altra cosa sono prodotti che hanno bisogno di essere conservati a certe temperature”.
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