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06 Aprile 2020 - 20:15
C’è fermento in tutto l’eporediese per la consegna dei buoni alimentari.
In questa settimana i Comuni si sono mossi per capire come e a chi assegnare il contributo. In questo ha fornito un valido aiuto il Consorzio In.Re.te. che ha proposto ai 42 comuni iscritti un aiuto per affrontare l’emergenza alimentare.
Sul come distribuire i buoni, su quanto erogare e a chi. Una mano tesa accettata da molti sindaci, soprattutto per quel che riguarda la fase istruttoria, quella che stabilisce chi ha effettivamente i requisiti per ricevere l’aiuto chiesto e chi no. Un servizio che, in sole 24 ore sblocca la procedura di assegnazione.
Il decreto che istituisce la “solidarietà alimentare” stabilisce che sia l’ufficio dei servizi sociali di ciascun comune ad individuare la platea dei beneficiari tra i nuclei familiari più in difficoltà.
“Per i nostri comuni - spiega la presidente di In.Re.Te Ellade Peller - l’ufficio dei servizi sociali indicato dall’ordinanza è il Consorzio, a cui tutti abbiamo delegato la funzione sociale e che ha la competenza per la valutazione sociale”.
Una funzione (quella dei servizi sociali) delegata all’ente ben prima dell’emergenza.
Eppure non tutti e 42 i comuni del Consorzio hanno accettato di affidare l’istruttoria ad In.Re.Te.
Ivrea, ad esempio, si è subito sfilata, approvando procedure proprie con tempi che rischiano di andare alle calende greche.
“In teoria tutte le domande dovevano confluire nei nostri uffici. E’ l’ordinanza a dirlo - precisa la presidente Peller -. Gli assistenti sociali, sulla scorta delle autocertificazioni ricevute, provvedono a validare le richieste. Così non è stato, c’è chi ha deciso di fare da solo, ma pazienza. E’ un momento di emergenza. Non è il momento di stare a sindacare”.
Ci sono comuni che hanno già proceduto a consegnare al consorzio le domande raccolte.
Altri che si stanno organizzando.
“Chiaverano e Salerano - spiega Peller - giovedì scorso hanno raccolto i buoni. Venerdì potevano già erogarli. La procedura che offriamo è molto snella”.
Si sono già affidati al consorzio i Comuni di Bollengo, Nomaglio, Settimo Vittone, Cossano, Samone, Torre Canavese. “Altri si stanno organizzando – precisa Peller -. Devo comunque dire che sono la maggior parte quelli che si sono rivolti ad In.Re.Te o che stanno per farlo”.
Far fronte a questo aspetto dell’emergenza ha comportato per il Consorzio un gran lavoro di coordinamento con gli enti gestori regionali per adottare linee guida uniformi per tutto il territorio.
“L’Ordinanza è stata emessa dal Governo domenica 29 marzo - racconta Peller - lunedì ci siamo occupati di contattare tutti i comuni; martedì si è tenuto il primo incontro con gli enti gestori della Regione e con l’Anci che ci ha guidato nell’elaborazione delle procedure; mercoledì abbiamo lavorato alla modulistica; giovedì si è tenuto un secondo confronto con gli enti gestori. Venerdì venivano erogati i buoni nei primi comuni”.
Sulla quantificazione dei buoni il Consorzio ha stabilito delle linee guida, ma si tratta di una proposta modificabile dai Comuni.
Ecco alcuni esempi della quantificazione settimanale stimata dal Consorzio. 40 euro per nuclei familiari con una sola persona; 70 se ci sono due persone; 100 se i componenti sono tre.
“Si tratta solo di una proposta - sottolinea Peller - i Comuni possono quantificare i buoni alimentari come meglio credono. Differente, da comune a comune, anche la modalità di attribuzione del sostegno: c’è chi dà veri e propri ticket da utilizzare negli esercizi commerciali indicati e c’è chi, invece, consegna direttamente dei pacchi alimentari con i beni di prima necessità. Quel che ho notato è che, in tutti i centri l’orientamento è di privilegiare le realtà commerciali del territorio”.
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