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CORONAVIRUS. I medici di famiglia in rivolta. A Ivrea la Procura già indaga

CORONAVIRUS. I medici di famiglia in rivolta. A Ivrea la Procura già indaga

Il Procuratore Capo di Ivrea Giuseppe Ferrando

Non si placano le proteste sull’assenza delle protezioni individuali.  «Il personale sanitario, che lavora per far fronte all’emergenza è esposto a troppi rischi», denuncia lo Smi ( Sindacato dei Medici Italiani di base), attraverso due esposti presentati presso le Procure di Ivrea e Torino. Nel mirino ci sono finite l’Asl To3, l’Asl To4 e l’Asl Città di Torino (ex Asl To1 e To2). Sulle eventuali falle nel sistema organizzativo la Procura di Ivrea ha già aperto un’inchiesta.  Sul tavolo del procuratore capo Giuseppe Ferrando c’è un fascicolo “per atti relativi” anche se al momento non vi è un’ipotesi di reato. Il secondo, considerando che una denuncia era già stata presentata nei giorni scorsi dal Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. La Procura eporediese, evidentemente, si concentrerà quasi esclusivamente sull’Asl To4 che comprende il bacino di Chivasso, Ivrea e Cirié e parte dell’Asl To3 con l’ospedale di Venaria.  Secondo lo Smi le Asl To3, To4 e Città di Torino starebbero (il condizionale è d’obbligo) arrecando gravi danni ai medici di assistenza primaria, di continuità assistenziale e del 118. Il sindacato contesta anche l’attivazione del servizio Usca (le équipe mediche che si occupano dell’assistenza a domicilio dei positivi. «Chiediamo alle Regioni - scrivono  - di implementare l’attività delle centrali 116 117 per coordinare l’attività delle équipe Usca con quelle del 112 e dei medici di famiglia».  Il segretario Giuseppina Onotri, infine, ritiene necessario che senza indugi che si proceda con tamponi a tappeto per tutti i medici di famiglia. Case di riposo?  Giovedì scorso, in quarta commissione, le opposizioni hanno attaccato l’assessora regionale all’Assistenza sociale, Chiara Caucino, denunciando la situazione fuori controllo nelle Rsa. Qualche ore dopo l’assessore regionale alla sanità  Luigi Icardi, annunciava che tutti i dipendenti e tutti gli anziani nelle oltre 700 case di riposo piemontesi saranno sottoposti al test a tappeto - quello sierologico, però, basato sul rilevamento delle reazione anticorpale - per un primo screening rapido dell’infezione. 
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