CORONAVIRUS. “Da questa sera –comunica la Regione in una nota – i Sindaci di tutti i Comuni del Piemonte riceveranno una prima fornitura di mascherine da distribuire nel proprio territorio. La Protezione civile sta infatti completando il piano di distribuzione ai Centri COM Centri Operativi Misti della Protezione civile, ai quali i Sindaci faranno riferimento per il ritiro…”.
Eccezionale! Superfantastico” Incredibile! All’euferia nell’apprendere la notizia sono seguiti una serie di insulti che a citarli tutti ci vorrebbe lo spazio dell’enciclopedia Treccani.
Ce ne sono, infatti, appena 65 mila, tutte realizzate dall’Industria Miroglio. Per i Comuni con popolazione fino a 500 abitanti ne sono previste 10; da 500 a mille abitanti appena 20, da mille a cinquemila un totale di 50, e poi 100 fino a 10 mila abitanti, 200 fino a 30 mila e sopra i 30 mila un quantitativo pari all’1 per cento della popolazione…
E saranno anche lavabili fino a 10 volte, ma 65.000 per l’1% della popolazione fa davvero sorridere. Peggio di andare in guera con le scarpe di cartone.
Peraltro le mascherine verranno consegnate agli 84 COM piemontesi e non Comune per Comune.“Sappiamo che i Sindaci sono in prima linea in questa battaglia – scrivono e non si capisce fino a dove comincia e finisce la satira – Sono l’altra gamba di questa emergenza insieme alla Protezione civile. Si tratta di un primo quantitativo determinato da criteri di priorità individuati dall’Unità di crisi; nel corso dell’emergenza potranno seguire ulteriori tranches di rifornimento”.“Il quantitativo destinato ad ogni Comune – aggiungono sempre dalla Regione – è stato stabilito secondo un criterio demografico. Le mascherine sono destinate alle categorie più esposte, ma saranno comunque i Sindaci a regolare la distribuzione secondo la conoscenza della loro comunità e delle specifiche esigenze…”.
La polemica
Ed è proprio intorno a queste parole che alcuni sindaci han cominciato ad andare fuori di testa.
“La verità sa qual è – commenta amaro, ma per fortuna ancora limpido di testa, il primo cittadino di Druento Carlo Vietti – Ci hanno abbandonati. Siamo soli. Da quando è iniziata la pandemia non mi ha telefonato nessuno, a parte i Carabinieri. Non hoancora mai sentito il Prefetto, la Regione e lo Stato, anche solo per chiedermi se sono vivo o sono morto… Non mi ricordo neanche più come si chiamano i parlamentari di zona. Allucinante. Che me ne faccio dell’annuncio che mi consegneranno 100 mascherine per i cittadini? E’ meglio dire che non ci sono. Ai medici del paese gliel’ho già portate io, acquistate grazie alla solidarietà di famiglie e imprese del territorio. E poi se si danno mascherine dovrebbero almeno essere omologate CEI….”
Insomma secondo Vietti manca il coordinamento. Manca con le mascherine ma anche nell’invio dei dati sui decessi e sui positivi. “Non sono omogenei – ci racconta – A volte siamo noi, i sindaci, a fare la segnalazione all’Unità di sicurezza. S’intende quando ci riusciamo, considerando che hanno messo a disposizione un unico numero di telefono per tutti.Si figuri che ci inviano l’elenco dei positivi ma non ci dicono i morti. Io ne ho individuato uno perché me lo ha detto un’Agenzia di pompe funebri e sono stato io a telefonare ai parenti chiedendo loro di mettersi in quarantena…. Capisco che si tratta di una cosa nuova. Che saremmo stati più preparati per gestire un’alluvione, ma qui manca proprio l’umiltà di capire che si sta sbagliando tutto e che i sindaci avrebbero potuto dare una grande mano…E poi il messaggio dovrebbe essere univoco.Ci sono i sindaci che vanno con il megafono altri che s’inventano ordinanze … Io stesso sono stato tra i primi a chiudere la biblioteca e i parchi”
Il dito indice è puntato anche su alcune disposizioni contenute nei DPCM.
“Gliene dico una, la più grande di tutte – vorrebbe stupirci – Il Governo ha dato la possibilità di chiedere il congedo parentale anche ai vigiliurbani. Ma le sembra normale? E io come la garantisco la sicurezza? Come faccio i controlli? Gli infermieri no e i vigili sì! Il controllo del territorio non è un servizio essenziale?Aggiungo che avrebbero anche la possibilità di chiedere 13 giorni in più di permessi legati alla legge 104 che è una gran legge, ma non se si declina così….”.
Tra i consigli di Vietti, ne prediamo due in particolare.
Il primo: istituire, come in Emilia Romagna un codice Inps per i malati sintomatici e asintomatici da inseire nelle ricette.
Il secondo, un prezzo concordato per i prodotti di prima necessità (pasta, pane, pomodoro…)
“Tra un po’ assalteranno i supermcati Vedrà!”: passa e chiude.
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