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09 Marzo 2020 - 19:01
Nomaglio, migranti: prosegue il progetto di accoglienza all’interno del Comune.
L’amministrazione, infatti, con una delibera ad hoc, ha deciso di aderire al nuovo Sistema di Protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati (SIPROIMI), presentando istanza di contributo per il finanziamento di un progetto territoriale, finalizzato all’accoglienza, integrazione e tutela dei richiedenti di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati. “La nostra Amministrazione Comunale - spiega la sindaca Ellade Peller - ritiene doveroso prestare particolare attenzione all’intervento umanitario quale strumento per il riconoscimento della dignità umana e dell’uguaglianza tra tutti gli individui”.
Un’attenzione che l’amministrazione ha già dimostrato negli anni precedenti. “L’esperienza del Centro di accoglienza straordinaria (CAS) - prosegue la sindaca -, gestito dalla Cooperativa Sociale Mary Poppins, sulla base del Protocollo per la Micro Accoglienza Diffusa tra la Prefettura di Torino, il Consorzio INRETE e i Comuni del Consorzio, tra cui il Comune di Nomaglio, ha dato risultati positivi”.
Proprio per questo, a breve partirà una nuova gara per individuare il soggetto che si occuperà dell’accoglienza in città.
Nella delibera approvata qualche giorno fa si parla, infatti, della necessità di “procedere all’individuazione di uno o più soggetti attuatori, in grado di offrire e prestare a supporto del Comune di Nomaglio attività di co-progettazione, organizzazione, gestione del servizio SIPROIMI, secondo le linee guida, i criteri, e le procedure stabilite dal Ministero dell’interno per l’attivazione dei servizi all’interno del SIPROIMI attraverso il procedimento di selezione ad evidenza pubblica”.
Il progetto, così come era stato studiato anche negli anni precedenti, rientra nel protocollo con la Prefettura per la micro-accoglienza diffusa, favorisce le possibilità d’integrazione gestite dai singoli Comuni o dal consorzio Inrete sulla base della giusta proporzione tra numero di cittadini e ospiti stranieri, evitando l’ammassamento di troppe persone in un unico posto, il loro isolamento, la preoccupazione dei residenti. Nello specifico, infatti, si parla di un progetto rivolto a due nuclei familiari, per un massimo di 8 posti.
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