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MONTANARO. Protesta case popolari, Pellegrino: "Mai più!"

Che per la protesta degli abitanti delle case popolari ci fosse una regia, ne è certo il presidente del Consiglio Antonio Pellegrino.

I fatti risalgono allo scorso 20 febbraio quando, nel bel mezzo del consiglio comunale, proprio mentre si discuteva l’interrogazione presentata da ll’opposizione di Ideamontanaro sullo stato di quelle case, dal pubblico si è sollevata la protesta. La voce di chi in quelle case ci vive e da anni chiede che vengano fatti degli interventi risolutivi dello stato di degrado di quel vecchio edificio un tempo di proprietà della parrocchia.

“Cose del genere non devono succedere - tuona il presidente del consiglio Antonio Pellegrino commentando i fatti accaduti -. Rispetto il punto di vista e le idee di ognuno, ma non è quello il modo, né il luogo per protestare. I luoghi deputati sono ben altri. Potevano venire in comune. Sarebbero stati, come sempre ricevuti. Se volevano parlare con me potevano fare un salto anche nel mio ufficio privato. Non ho mai detto di no a nessuno. Ma il consiglio comunale è un luogo sacro. Un luogo destinato al confronto tra maggioranza e minoranza. Il luogo del confronto e anche dello scontro politico. Ma il pubblico non può e non deve intervenire”.

Ed è così che, scoppiata la bagarre, il sindaco ha chiamato i carabinieri per ripristinare l’ordine. Il consiglio, nel frattempo è stato sospeso e i manifestanti sono stati allontanati.

Un brutto momento che si è portato dietro uno strascico polemico.

“Sono stato accusato di aver detto che Ideamontanaro avrebbe strumentalizzato la protesta. Ma non è affatto vero. Mi sono limitato a dire che dietro quella protesta doveva necessariamente esserci una regia. Non è possibile che 5/6 persone si ritrovino per protestare senza che nessuno abbia organizzato la cosa. E quel qualcuno potrebbe anche essere uno degli inquilini stessi.

Non ho mai detto altro.

Ideamontanaro dal canto suo  ha dichiarato: “Ci rammaricano, e allo stesso momento stupiscono, le dichiarazioni fatte dal presidente del consiglio comunale - figura di arbitro imparziale in consiglio - dove afferma “in maniera informale” di voci le quali il nostro gruppo consiliare abbia “strumentalizzato” la questione delle case popolari cercando la bagarre.

Vogliamo, per chiarezza, dire che la nostra interrogazione sullo stato degli investimenti sull’edilizia popolare è stata fatta per cercare risposte da questa amministrazione, che da anni (almeno 5) non ha mai considerato necessario un intervento mirato al miglioramento delle condizioni degli edifici comunali/popolari, anche a seguito di sollecitazioni degli inquilini e dell’ASL.

Detto ciò, faremo luce su queste dichiarazioni anche attraverso azioni con gli organi superiori competenti e siamo nettamente convinti che se farsi carico e esporre istanze “scomode” in consiglio comunale significa “strumentalizzare” allora siamo colpevoli”.

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