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27 Febbraio 2020 - 14:20
Lavori al ponte sulla Dora: slitta di un mese la riapertura.
La Ministra De Micheli aveva parlato della fine dei lavori per “la prima decade di marzo”. Eppure, proprio in queste ore, la Cogeis, ha chiesto un nuovo rinvio. “La Ministra - spiega il sindaco Angelo Canale Clapetto - non poteva sapere degli ultimi intoppi, ci hanno chiesto una nuova proroga, speriamo sia l’ultima a questo punto, non ne possiamo più”.
Ancora al centro del dibattito c’è ancora il ponte sulla Dora. L’unico collegamento con la statale 26 che porta in Valle D’Aosta.
La struttura, ammalorata, da tempo necessita di lavori (7 i milioni) importanti ed è soggetta ad un’ordinanza che impedisce ai mezzi pesanti superiori a 3,5 tonnellate di transitare.
È stata prorogata, di nuovo, ancora una volta, fino all’11 aprile, l’ordinanza che istituisce il senso unico alternato sul ponte che collega la strada provinciale 69 alla 26. Con la speranza che questo sia l’ultimo passaggio per arrivare, finalmente, alla fine degli interventi previsti sulla struttura.
La Cogeis, l’azienda che, su mandato di Ativa, da fine luglio, sta svolgendo lavori di adeguamento antisismico, non ha completato gli interventi in tempo.
È proprio il sindaco, Angelo Canale Clapetto, ad annunciare che entro quella data tutto dovrebbe tornare alla normalità. Una scadenza che chi sta facendo i lavori ha già disatteso più volte.
“I lavori - spiega il primo cittadino - dovrebbero terminare proprio entro l’inizio di aprile, poi ci sarà il collaudo, non vogliamo sorprese”.
La riapertura al traffico, in entrambi i sensi di marcia, della struttura, era infatti prevista per fine agosto.
La nuova proroga, quindi, continuerà a creare disagi agli automobilisti, già alle prese con code e rallentamenti proprio nei pressi del ponte.
Tutti questi ritardi, qualche mese fa, hanno spinto il sindaco, Angelo Canale Clapetto, ad agosto, a portare Ativa, la società che gestisce l’autostrada fino al confine con la Valle D’Aosta e ha in carico il ponte, davanti al giudice.
Il primo cittadino ha scritto al tribunale di Torino chiedendo di riconoscere gli “inadempimenti” di Ativa obbligandola, quindi, a riportare il viadotto alle condizioni originarie.
L’atto firmato dall’avvocato del comune parla di: “inefficace attività di manutenzione ordinaria dell’opera”, di “assenza di provvedimenti efficaci” che porterebbero, oggi ad “effetti devastanti per l’opera oggi estremamente onerosi da sanare”.
La querelle sul ponte, era iniziata nell’estate del 2018, quando, i carabinieri, su richiesta della Procura di Ivrea, si erano recati in Municipio a Quincinetto e poi anche presso gli uffici torinesi di Ativa, per raccogliere il maggior numero di informazioni su quei 260 metri che collegano l’autostrada Torino-Aosta con la statale 26 e il piccolo paesino dell’eporediese.
L’allarme, sulla tenuta della struttura, incredibile me vero, era stato lanciato il 13 agosto 2018, il giorno prima della tragedia del ponte Morandi di Genova che ha sconvolto l’Italia intera, proprio dal sindaco Angelo Canale Capletto.
Qualche mese fa, infine, il sindaco ha scelto di fare causa ad Ativa proprio per segnalare le presunte negligenze nella gestione della manutenzione della struttura.
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