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26 Febbraio 2020 - 10:40
Toponomastica cittadina: le proposte di Bruno Ferrarotti a nome del Sinodo dei Sinistri. Intitolare i giardini della biblioteca a Francesco Saettone e l’attuale largo Corsica a Don Dante Destefanis: sono queste le due proposte avanzate da Bruno Ferrarotti nel corso della recente assemblea convocata dal Sinodo dei Sinistri.
Prima, però, Ferrarotti ha analizzato la vicenda dei cambi di denominazione di alcune piazze decisi dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Pane: «Chiedo alla giunta di revocare la delibera di dicembre nella quale è già stata apportata la modifica di piazza “Ai martiri nei lager” in “Alle vittime nei lager”.
La pressione della comunità ebraica ne ha evitato lo spostamento, ma il resto della delibera di luglio è stato confermato a dicembre con lo scempio di eliminare piazza Banfora e piazza Chauvigny, con quest’ultima che diverrà piazza delle Città gemellate.
Ma il pasticcio lo hanno fatto bene: rimane largo Geisenheim, che non possono togliere perché ci sono due numeri civici e due attività, e creerà disparità fra le tre città gemellate con Trino e una provocazione «Togliere piazza Banfora - ha proseguito Ferrarotti - per intitolarla ai Beati trinesi per valorizzare quel luogo e rappresentare la religiosità trinese, che è già ricordata in auditorium, cappelle e chiese, non ha senso.
I membri della Giunta parlano dei beati Oglerio, Maddalena e Arcangela ma si dimenticano o non sanno che le sorelle di Maddalena, Scolastica e Maria, sono beate pure loro, e che i nostri progenitori cattolici festeggiavano la santa Giordana imperatrice».
Altro punto è sui tipografi: «A Trino sono già ricordati in cinque vie, una scuola e con una lapide sotto l’atrio municipale. Dedicare loro il parcheggio tra l’Oftal e il liceo artistico non ha senso».
«Per intitolare vie e piazze - ha aggiunto - ci sono una legge del 1927 e alcune circolari ministeriali fra il 1992 e il 1996, che dicono come i cittadini possono proporre le intitolazioni e le proposte devono essere accompagnate da relazioni che illustrino le più importanti notizie biografiche della persona che si vuole ricordare.
Non capisco quindi come si possa voler intitolare il giardino della biblioteca a una tipografa di cui non si sa quasi nulla, Clara Giolito Ferrari, alla quale la delibera dedica solo una riga e mezza di biografia. Non si sa se fosse la moglie vedova o la figlia di Giovanni Francesco Giolito Ferrari, fratello di Gabriele.
ùPare che fosse attiva tra il 1585 e il 1596 forse nella tipografia che le venne lasciata dal suocero o dal nonno. Non si conoscono date e luoghi di nascita e morte, e non è certo che la sua abitazione e tipografia fosse, se esistita, all’angolo fra corso Cavour e via Gennaro. Era meglio ricordarla nella dedica generale di via dei Tipografi».
Il rappresentante del Sinodo ha quindi avanzato alcune proposte: «Sarebbe giusto dedicare il giardino della biblioteca a Francesco Saettone, il “Cesco Muléa” autore di tante canzoni della tradizione popolare trinese», ha detto Ferrarotti - E visto che piazza Chauvigny venne dedicata alla città gemella nel 1969 cambiando il nome di piazza Malta, che per l’irredentismo italiano era una di quelle terre che si volevano ritenere italiane, come Bellinzona e la Corsica, la proposta è di intitolare a Don Dante Destefanis, religioso musicista e compositore, l’attuale largo Corsica».
Il sindaco Daniele Pane ha replicato: «Qualche settimana fa ho incontrato Ferrarotti in municipio per una sua proposta di pubblicazione, molto bella, che avrà il nostro contributo. Se lui e gli altri componenti del gruppo vorranno propormi le intitolazioni a Saettone e Destefanis vengano da me, le valuterò. E’ ora di smetterla con confronti pubblici e lettere ai giornali, sediamoci al tavolo». Su largo Geisenheim, infine, Pane ha dichiarato: «Cambierà denominazione, diverrà piazza Mazzini, la procedura è più lunga e vogliamo evitare costi a chi risiede e ha attività».
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