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24 Febbraio 2020 - 17:14
A contattarci per dirci che hanno paura sono state alcune mamme di Torrazza. Hanno saputo del proiettile che nei giorni scorsi ha colpito di striscio un lavoratore nel parcheggio del Polo Logistico Amazon e si ricordano di quello che si conficcò nel portone della villa di due commercianti qualche mese fa.
“Eravamo spaventate già da quel primo episodio - racconta M.T. - perché abbiamo capito fin dall’inizio che c’era qualcosa di anomalo e pericoloso. Si parlava di proiettile in caduta a parabola.
Quindi era chiaro che l’obiettivo dello sparo non fosse quella porta. Un proiettile che ancora oggi non si sa da dove sia partito e da chi sia stato sparato.
A noi questa ipotesi fa molta paura. Io e la mia famiglia abbiamo scelto di vivere in questo paese perché lo reputavamo un posto tranquillo in cui poter crescere i figli. Ma adesso iniziamo ad avere veramente paura che qualcosa possa accadere loro”.
Il riferimento è all’ultimo episodio, accaduto circa una settimana fa a Torrazza quando, ad essere ferito all’altezza del ventre da un proiettile vagante calibro 22, è stato un ragazzo di 20 anni, torinese, dipendente di un’azienda fornitrice del colosso dell’e-commerce, Amazon. Erano circa le 15,20 quando il giovane si è accasciato a terra dopo aver avvertito il dolore al fianco sinistro.
Per fortuna l’ogiva non l’ha trapassato, ma l’ha colpito di striscio provocandogli solo delle abrasioni giudicate guaribili in appena tre giorni dopo la visita in pronto soccorso a Chivasso. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Chivasso.
I militari agli ordini del capitano Luca Giacolla avrebbero già identificando alcuni possessori di un’arma calibro 22. E hanno controllato anche il poligono di tiro gestito dall’Asd Target, situato in regione Goretta, in aperta campagna e a circa mille metri in linea d’aria dal parcheggio dove è rimasto ferito il giovane.
E’ tranquillo Mauro Nico, il presidente dell’Asd Target, associazione che gestisce il poligono aperto ormai da oltre un anno: “Da qui non può aver sparato nessuno.
I nostri associati sono persone perbene e capaci a sparare. Qui utilizziamo tutte le precauzioni e le protezioni necessarie. Piuttosto potrebbe essere qualcuno che vi vuole male e magari lo fa apposta. Per tutelare la mia attività e i miei associati, nel corso degli ultimi mesi, ho presentato numerosi esposti alla stazione carabinieri di Verolengo”.
Ad agosto dello scorso anno, un altro proiettile, un calibro 7.62, aveva perforato la porta d’ingresso in legno, piegando la lamiera della porta interna blindata di una villa in via Giovanni Monaco dove vive una coppia di commercianti di mobili per la casa a Torino.
Lì erano nate le prime preoccupazioni. “Non sappiamo se ci sia un collegamento tra i due episodi - commenta M.T. - ma è una delle risposte che vorremmo avere”.
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