Per un momento è sembrato quasi di assistere alla rivolta “popolana”. E’ successo quando, domenica scorsa, tra gli aranceri, è cominciata a circolare la notizia che il presidente della Regione Alberto Cirio aveva deciso di sospendere ogni genere di manifestazione.
“Domani noi ci saremo lo stesso…” si sono messi a urlare decine di aranceri, dei Diavoli, dei Picche, delle Pantere e via discorrendo.
“Contro il coronavirus noi c’avemo il vin brûlé”, se la cantavano e se la suonavano.
Lo “stop”, insomma, a Ivrea, avrebbe anche potuto trasformarsi in un problema di “ordine pubblico”.
La verità è che c’era ancora molta incredulità. E non si poteva non dire che non avessero ragione loro, cioè gli aranceri. “Dov’è l’ordinanza?” hanno cominciato a chiedere.
Inutile star qui a sottolineare che anche in questo caso Fondazione e Amministrazione comunale, decidendo di aspettare fino all’ultimo minuto (cioè la sera tardi) per dare in pasto ai siti internet e ai giornali la notizia dello “stop”, hanno alimentato senza volerlo un’ansia che si è respirata fin dalle prime luci dell’alba.
Bastava guardarsi intorno, per capire che sarebbe stata una giornata da dimenticare, in tutti i sensi, a cominciare dai biglietti staccati, appena 13.364 contro i 19.766 dello scorso anno. In molti, insomma, avevano deciso di non rischiare.
S’è aggiunta sui social una polemica contro la Fondazione, colpevole, a detta di molti di non aver avuto il coraggio di bloccare la manifestazione prima ancora che cominciasse al solo scopo di fare cassa.
E chi glielo spiega ai benpesanti il senso di uno stop a partire da lunedì, considerando che il giorno più affollato è proprio la domenica, con frotte di turisti provenienti da tutto il Piemonte e pure dalla Lombardia..
Troppo facile fare uno più uno, uguale a due considerando che il martedì e il mercoledì sarebbero state giornate aperte a tutti gratuitamente …
“Avrei voluto stare in silenzio ma non ci riesco - s’è arrabbiata il vicesindaco Elisabetta Ballurio - Ma come si può pensare che il Comune non abbia sospeso il carnevale prima di oggi per incassare i biglietti fregandosene del contagio??? Ma stiamo scherzando??? Li’ c’erano le mie figlie! C’ero io! La sospensione del Carnevale non era una decisione che il Comune potesse prendere a cuor leggero anche per una questione di ordine pubblico che mi auguro nei prossimi giorni non sarà da gestire anche se oggi in borghetto un aranciere quando mi ha vista mi ha detto che tanto, sospeso o non sospeso il carnevale, loro sarebbero andati in piazza ugualmente.
Negli scorsi giorni abbiamo chiesto alla Prefettura cosa fare e ci è stato detto di andare avanti. E anche le circolari che molti citano dicendo che le abbiamo ignorate erano chiare: si sospendevano le manifestazioni nelle aree con dei casi conclamati. Poi oggi c’è stata un’ulteriore escalation e gli enti superiori hanno fatto un’ordinanza in merito aumentando il livello di precauzione. Speravo francamente che almeno in una situazione così non ci si sparasse addosso. Speravo che per una volta si potesse comprendere che ognuno sta facendo il meglio possibile, che comunque non potrà essere abbastanza per definizione perché la situazione è talmente seria che soluzioni semplici non ci sono e non ci saranno per molto tempo.
Spararci addosso non migliorerà certo le cose. Sono cresciuta in un piccolo paese dove c’era una piazza vera e quando c’era un pericolo tutti si trovavano per unirsi e superarlo. Se succedesse anche in questa piazza virtuale che è Facebook forse oggi sarei un po’ meno preoccupata per i mesi a venire che ci aspettano...”.
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