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20 Febbraio 2020 - 11:34
Si chiama “Controllo del vicinato” (traduzione del più accattivante “Neighborhood Watch” anglosassone) e punta sulla mobilitazione attiva dei cittadini nel controllo del territorio.
“È un’idea su cui abbiamo lavorato per tanto tempo, in attesa di mettere a punto ogni dettaglio” spiega Ferdinando Raffero, oggi presidente dell’associazione nazionale “Controllo del Vicinato” e principale promotore del progetto quando era consigliere comunale, fino al 2016.
Il progetto, ormai, in quel di San Mauro, va avanti da più di 5 anni e copre, praticamente, tutta la città, quasi tutti i quartieri, fatta eccezione per Sant’Anna. Eppure, nei prossimi mesi, anche questa zona dovrebbe essere coperta dal “Controllo del vicinato”.
In tutto, a San Mauro, si contano 9 gruppi del Controllo del Vicinato.
“Parliamo di circa 300 famiglie - racconta Ferdinando Raffero - se contiamo una media di 3 persone per famiglia vuol dire che parliamo di quasi mille cittadini, mille occhi che tengono d’occhio la città. Ormai, a San Mauro, si tratta di un qualcosa di consolidato, che funziona. Proprio qualche giorno fa ci sono state le ultime segnalazioni. Siamo molto contenti di quanto siamo riusciti a mettere in piedi. Tra qualche giorno, tutti i 9 coordinatori del territorio, si vedranno per fare il punto della situazione”.
In sostanza, il controllo del vicinato funziona così. L’amministrazione comunale organizza incontri con la cittadinanza nei singoli quartieri di San Mauro, spiega l’idea e cerca adesioni tra i cittadini comuni.
Una volta individuati alcuni referenti per ogni zona (persone che si propongono di aderire gratuitamente, e vengono brevemente istruite su come funziona il controllo del vicinato), il progetto può partire.
Per dare ancor più impatto all’iniziativa, nei quartieri, nel corso degli anni, sono stati affissi parecchi cartelloni che indicano che la zona è sotto “controllo del vicinato”.
Un deterrente, ci si augura forte, per invitare i malintenzionati a migrare verso altri lidi.
Insomma, l’obiettivo è quello di moltiplicare gli “occhi vigili” sul territorio, affidando un compito di controllo (ma non di intervento, è bene sottolinearlo) a cittadini di fiducia.
La conseguenza di questa iniziativa è duplice: aumentare l’attenzione, trasformandosi da “monitorati” (ossia studiati nei movimenti e negli spostamenti dai ladri) a “controllori” del territorio. E in secondo luogo, moltiplicare la solidarietà tra cittadini, ampliando quello che già oggi accade: ossia una rete di solidarietà per cui i vicini si aiutano a vicenda nel tenere d’occhio la zona.
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